domenica 27 Settembre 2026
Epstein, Andrea e Peter Mandelson ph Instagram

Lo scatto che imbarazza: Epstein, l’ex principe Andrea e Mandelson in accappatoio

La foto ha riacceso lo scandalo, con le opposizioni che ora chiedono l'apertura di un'inchiesta su Starmer per possibile insabbiamento di notizie

Di Laura Laurenzi
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Il filone britannico dello scandalo Epstein si infittisce. È spuntata oggi una foto in cui sono ritratti l’ex principe Andrea e l’ex ambasciatore britannico negli Usa, , entrambi in accappatoio, insieme al faccendiere pedofilo americano.

Si tratta della prima foto in cui il fratello di Re Carlo e l’ex ambasciatore britannico negli Usa compaiono insieme a Epstein. I tre sono immortalati seduti intorno ad un tavolo di legno. Sembra che lo scatto risalga ad un periodo compreso tra il 1999 e il 2000 a Martha’s Vineyard, isola degli Usa nel Massachusetts.

Il caso Epstein nel Regno Unito

Sia Andrea Windsor Mountbatten che Peter Mandelson sono stati e rilasciati nel Regno Unito durante le indagini che li vedono accusati di aver condiviso con l’amico comune Epstein informazioni riservate quando occupavano incarichi pubblici.

Se il caso di Andrea ha creato uno scandalo di vaste dimensioni nella Casa reale britannica, quello di Mandelson ha messo in difficoltà il primo ministro Keir Starmer, che però ha annunciato di non volersi dimettere.

L’ex ambasciatore è accusato di aver sostenuto la nomina di Andrea a testimonial commerciale britannico in Asia e nel resto del mondo. Proprio mentre vestiva questi panni, l’ex erede al trono avrebbe passato informazioni riservate a nel periodo che va dal 2001 al 2011.

A pesare sul britannico sono anche i nuovi WhatsApp attribuiti a Peter Mandelson e che dovrebbero essere pubblicati a breve nella prossima tranche degli Epstein Files. Il  sostiene che si tratti di messaggi scambiati con e funzionari, tra cui anche scambi tra l’ex capo dello staff di Starmer, Morgan McSweeney – dimessosi all’inizio dello scandalo – e l’ex direttore della comunicazione Matthew Doyle.

La bufera investe anche Keir Starmer

Secondo funzionari citati dal quotidiano, alcune comunicazioni potrebbero risultare “sufficientemente dannose da provocare ulteriori dimissioni”. Intanto, ieri Starmer ha ribadito le scuse per la nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti.

“Sono stato io a commettere un errore, e sono io a porgere le scuse alle vittime di Epstein”, ha dichiarato cercando di allontanare le accuse delle opposizioni e di placare i malumori per uno scandalo di dimensioni potenzialmente preoccupanti.

Inoltre, nel Regno Unito si sta diffondendo il sospetto di un possibile insabbiamento di parte dei documenti del dossier Mandelson. I conservatori britannici si sono infatti rivolti formalmente a sir Laurie Magnus, responsabile dell’autorità indipendente chiamata a sorvegliare sul degli standard di condotta governativi, per sollecitare l’apertura di un’inchiesta amministrativa ad hoc sul e sul suo ufficio di gabinetto.

Leggi anche: L’ira di Hillary e la difesa di Bill: le testimonianze dei Clinton sugli Epstein Files

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