Prima la rabbia di Hillary, poi le spiegazioni di Bill. Le testimonianze dei coniugi Clinton davanti alla Commissione bipartisan per la Vigilanza della Camera riaccendono il caso Epstein e aprono uno squarcio sui rapporti tra l’ex presidente e il finanziere morto suicida nel 2019 mentre era detenuto con accuse di abusi sessuali e traffico di minori.
Le deposizioni, pur richieste dalla Commissione della Camera, si sono svolte la scorsa settimana a Chappaqua, nello Stato di New York, dove i Clinton risiedono. Nel video reso pubblico il 2 marzo, Hillary Clinton appare tesa, alza la voce contro i repubblicani e a un certo punto batte i pugni sul tavolo annunciando che se ne sarebbe andata. Accusa la Commissione di puntare su un’operazione politica più che sulla ricerca di fatti e sostiene che il marito non abbia nulla a che fare con Jeffrey Epstein. Durante l’audizione chiama in causa anche Donald Trump, chiedendo perché non si parli del suo coinvolgimento negli Epstein files e invitando i commissari a chiarire quali rapporti abbia avuto con il finanziere.
Poi tocca a Bill Clinton. È la prima volta che un ex presidente depone davanti al Congresso su questa vicenda. Racconta che a presentargli Epstein fu Larry Summers, allora presidente di Harvard ed ex segretario al Tesoro nella sua amministrazione. Summers gli parlò di un uomo che aveva donato milioni per la ricerca sul cervello, affamato di informazioni e interessato a discutere di economia e politica. L’incontro risalirebbe al 2001 o 2002.
Clinton definisce il loro rapporto una breve conoscenza. Ammette i viaggi a bordo del jet privato di Epstein, il cosiddetto Lolita Express, spiegando che l’aereo gli fu offerto per sostenere la sua iniziativa contro l’Aids e trasportare medicinali in Africa con staff e agenti dei Servizi Segreti.

L’ex presidente Bill Clinton nella residenza di Epstein assieme ad una ragazza
Sotto pressione, l’ex presidente affronta anche la foto che lo ritrae in una vasca idromassaggio accanto a una donna e afferma di non sapere chi fosse, negando relazioni con lei. Alla domanda se avesse mai visto qualcosa di sospetto, risponde di non aver assistito a nulla che potesse far pensare a quei crimini. Sostiene di aver interrotto i contatti prima del 2003, anno della prima condanna di Epstein.
Restano però le immagini alla Casa Bianca nel 1993 e le visite del finanziere, almeno 17 secondo gli atti. Un legame che Clinton ha sempre cercato di ridimensionare e che oggi torna al centro dello scontro politico americano.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube
