In occasione dell’anniversario della fondazione dell’Esercito della Repubblica Islamica, la nuova Guida Suprema dell’Iran è tornata a farsi sentire tramite un messaggio diffuso sui social: ”La marina è pronta a infliggere nuove e amare sconfitte ai nemici”, ha avvertito Khamenei, celebrando quella che definisce l’impresa epica delle forze armate contro ‘‘l’arroganza degli Stati Uniti’‘.
Un leader invisibile
Mojtaba non appare in pubblico dal 28 febbraio scorso, giorno in cui un raid israeliano ha ucciso il padre Ali e gran parte della sua famiglia. Eletto successore ufficiale di suo padre lo scorso 8 marzo, il nuovo leader sta guidando il Paese chiuso nel quartier generale. Secondo Reuters e Israel Times, le ragioni dell’assenza sarebbero la grave mutilazione e l’essere rimasto sfigurato in volto durante il raid che ha distrutto la sua famiglia.
Nonostante le ferite, con il messaggio Telegram vuole far trasparire l’immagine di un leader presente. Khamenei ha definito l’Esercito come un ”figlio della nazione” capace di smascherare la debolezza dei nemici storici come gli USA e i nostalgici della dinastia Pahlavi. Ma il fatto che Mojtaba continui a parlare senza farsi vedere alimenta i sospetti sulla gravità delle sue ferite e sulla sua capacità di guidare l’Iran in un momento di così grande fragilità e crisi.
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