venerdì 10 Luglio 2026
Giorgia Meloni e Donald Trump. EPA_Yoan Valat

Meloni prova a uscire dall’isolamento: bilaterale con Trump a margine del G7

A Évian, primo faccia a faccia tra la presidente del Consiglio e il tycoon dopo la rottura di aprile. L'obiettivo è evitare ulteriori strappi e mantenere Washington agganciata alle priorità euro-atlantiche

Di Giustino Marai
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Giorgia Meloni arriverà al G7 di Évian con due obiettivi chiari: riaprire un canale diretto con Donald dopo due mesi di rapporti freddi e uscire da quell’isolamento che lei stessa sembra essersi imposta con le defezioni al vertice tra Ue e Balcani e all’incontro di con Zelensky e i leader di Regno Unito, Francia e Germania.

Il rapporto con Trump da ricucire

Il bilaterale tra Meloni e Trump non è ancora ufficiale, ma le diplomazie italiana e statunitense lavorano per organizzarlo a margine del vertice. Del resto, la presenza del presidente americano al G7 è stata confermata soltanto negli ultimi giorni e non sono esclusi ulteriori colpi di scena. Per Meloni sarebbe la prima occasione di confronto dopo il deterioramento dei rapporti segnato dagli attacchi di Trump prima al Papa e poi a lei, accusata di essere priva di coraggio e di non voler impedire all’Iran di possedere armi atomiche.
L’obiettivo è recuperare un rapporto politico che fino a pochi mesi addietro aveva rappresentato, almeno sul fronte retorico, uno dei principali punti di forza della sua strategia internazionale.

I prossimi appuntamenti Italia-Usa

Il tentativo di non passa soltanto dall’incontro tra Meloni e Trump. All’inizio della prossima settimana il Guido Crosetto sarà a per vedere il suo omologo Pete Hegseth. Sul tavolo ci saranno la cooperazione militare e i programmi europei di difesa. L’Italia ha già escluso l’adesione a Purl, il meccanismo che prevede l’acquisto di bombe e sistemi di difesa statunitensi da consegnare a Kiev, mentre sta ancora valutando se e in quale misura partecipare a Safe.
Il 22 giugno sarà invece Antonio a volare negli Stati Uniti. A Miami parteciperà al Business Forum e incontrerà il segretario di Stato Marco Rubio, già passato da Roma un mese fa, oltre al governatore della Florida Ron DeSantis.

Evitare ulteriori strappi

A Roma si considera essenziale evitare che il G7 si trasformi in un G6 con gli Stati Uniti a fare da settimo incomodo. Anche quando le posizioni divergono, la linea resta quella di mantenere Washington agganciata alle priorità euro-atlantiche.
Il possibile accordo tra Stati Uniti e Iran è ovviamente visto con favore dal governo e dagli altri paesi del G7, in sofferenza per la crisi energetica conseguente alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Ma si vuole anche evitare lo strappo sull’, dove l’Europa e la stessa Ucraina non vogliono essere ridotte a spettatrici della trattativa diretta tra Stati Uniti e Russia.
Il possibile bilaterale di Évian servirà proprio a verificare se esistano ancora le condizioni per riallineare Roma e Washington sui principali dossier internazionali.

Agenda fitta

Il G7 sarà soltanto il primo passaggio di una fitta agenda internazionale. Il 18 e 19 giugno Meloni sarà a Bruxelles per il Consiglio europeo, dove tra i principali dossier ci sarà anche il percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione. Il 22 o 23 giugno è poi previsto a Berlino un vertice dedicato a Kiev nel formato E5, con Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito.
Per sarà un’occasione per tornare stabilmente nei tavoli europei più ristretti dopo l’assenza all’incontro di Londra tra Zelensky, Starmer, Macron e Merz. Roma continua a sostenere la necessità di una linea europea comune e di un mediatore capace di rappresentarla nei , ma dovrà dimostrare di voler partecipare con continuità alla costruzione di quella posizione condivisa.

Il vertice con Macron

Il 25 giugno Meloni sarà invece ad Antibes per il vertice intergovernativo Italia-Francia, inizialmente previsto ad aprile a Tolosa.
Al vertice, oltre a Meloni e Macron, prenderanno parte nove ministri per ciascun Paese, e sarà seguito da un forum economico franco-italiano. Tra i temi centrali ci sarà il futuro del Libano dopo la conclusione della missione Unifil.
In passato, tra il presidente francese e la presidente del Consiglio non sono mancate le scintille. Anche per questo l’importanza dell’incontro va oltre i dossier che saranno discussi in quella sede. Da Roma, comunque, si precisa che i rapporti con Parigi «sono ottimi». Con la postilla che, «come sempre succede, non si può essere d’accordo su ogni cosa».

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