lunedì 15 Giugno 2026

Pakistan, Assaltato il consolato USA

La risposta della popolazione pakistana all'uccisione di Khamenei

Da Redazione
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Centinaia di persone hanno assaltato il consolato statunitense di Karachi, in Pakistan, tentando di forzarne l’ingresso per protestare contro l’uccisione di . Una folla di giovani ha scavalcato il cancello principale, raggiunto il vialetto d’ingresso e rotto alcune finestre. La polizia ha risposto con gas lacrimogeni, disperdendo i . Il bilancio parla di almeno otto civili filo-iraniani negli scontri.

Un gesto che richiama alla memoria la presa dell’ambasciata USA di Teheran. E che attesta come almeno parte del mondo arabo sciita si raccolga attorno all’ormai ex guida iraniana. Sul futuro è difficile formulare ipotesi, ma una cosa è certa: l’uccisione della suprema guida rafforzerà l’immagine del “Grande Satana” statunitense, imperialista e violento.

Pakistan proteste

Generata con AI

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In un che circola sui social, si sente un giovane manifestante dire: «Dobbiamo restare uniti. Nessuna forza può fermarci». Un altro, mentre riprende la folla che tenta di appiccare un incendio, urla: «Stiamo dando fuoco al consolato americano di Karachi. Ci vendicheremo per l’uccisione del nostro ».

Il fuoco della protesta non si ferma a Karachi. A Islamabad, la capitale, circa 4.000 persone sono scese in strada. I dell’AFP hanno sentito colpi di arma da fuoco,  probabilmente per disperdere la folla,  e hanno lacrimogeni già prima dell’inizio previsto del , fissato per le 15:00. Intonati cori contro Stati Uniti, Israele e i loto alleati. Zahra Mumtaz, 52 anni, casalinga di Rawalpindi, piangeva: “Il nostro leader è stato martirizzato e non ci lasciano nemmeno protestare”. Poi l’affondo: “America e Israele la pagheranno”.

A Skardu, nel nord del paese, i manifestanti hanno preso d’assalto e incendiato un ufficio delle Nazioni Unite. Una colonna di fumo nero si è alzata dall’edificio, visibile a distanza. Almeno tre veicoli nelle vicinanze sono andati completamente distrutti. Anche Lahore, nel Punjab orientale, ha visto migliaia di persone riversarsi in strada.

Proteste anche a Baghdad

Intanto a Baghdad, in Iraq, gruppi di manifestanti hanno tentato di assaltare la “zona verde”, l’area che ospita edifici governativi e ambasciate straniere. Hanno lanciato pietre contro le forze di e sventolato bandiere di milizie filo-iraniane senza nascondersi. I media locali segnalano disordini a catena in altre province del Sud: non è un episodio isolato.

A cura di Alessandro Marotta

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