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sabato 18 Aprile, 2026
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Macron soldato francese morto

Violata la tregua in Libano. Macron: “Un soldato Unifil ucciso e tre feriti, crediamo sia stato Hezbollah”

L'attacco si sarebbe svolto nel pieno del cessate il fuoco indetto dagli Stati Uniti. La Francia ha chiesto alle autorità di Beirut di arrestare e processare i responsabili

Da Laura Laurenzi
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Un soldato francese dell’Unifil è stato ucciso e tre sono stati feriti nel corso di un attacco contro i caschi blu in Libano. Lo ha dichiarato il presidente Emmanuel Macron, secondo cui la responsabilità sarebbe del gruppo militare di Hezbollah. Anche la missione Onu ha avviato un’indagine sull’accaduto, specificando che “da una prima valutazione il fuoco sarebbe partito da attori non statali, presumibilmente Hezbollah“.

La vittima è il sergente capo Florian Montorio, che era parte del 17esimo reggimento del genio paracadutista di Montauban. L’uomo è deceduto questa mattina, quando un raid ha avuto come obiettivo proprio l’Unifil. “La Nazione si inchina con rispetto e rivolge il suo sostegno alle famiglie dei nostri soldati e a tutti i nostri militari impegnati per la pace in Libano”, ha scritto Macron sui suoi canali social, annunciando che la Francia chiederà alle autorità libanesi di arrestare immediatamente i responsabili di questo attacco.

L’attacco arriva in un momento particolarmente delicato per il Libano. Il 16 aprile scorso è scattata la tregua tra Israele e Libano come richiesto dagli Stati Uniti di Donald Trump. Senza lo stop ai bombardamenti a Beirut, infatti, l’Iran si era rifiutato di intraprendere un negoziato serio con Washington. Il timore principale era comunque che questo momento di pace durasse meno di quanto preventivato.

In Libano è stata violata la tregua

Sia Teheran che Beirut hanno osservato con un certo scetticismo la decisione statunitense, mentre il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, si è detto piuttosto sorpreso e insoddisfatto della decisione del suo alleato statunitense. Il premier aveva immediatamente chiarito che l’Idf non si sarebbe ritirata dal Sud del Libano, ma sarebbe rimasta in una “zona di sicurezza di 10 chilometri”, così da evitare incursioni nelle comunità e prevenire il lancio di missili anticarro.

L’esercito israeliano ha chiarito oggi di aver condotto nelle ultime 24 ore diversi raid nel Libano meridionale, contro alcuni militanti di Hezbollah che, a loro dire, avrebbero “violato gli accordi di cessate il fuoco”. Sembra dunque che la tregua sia già entrata in crisi. Il Times of Israel ha infatti chiarito che quella odierna sarebbe la prima violazione del cessate il fuoco entrato in vigore due giorni fa. Resta da capire in che modo queste violazioni possano influire sui negoziati di pace in corso tra Usa e Iran. Al momento non vi sono certezze sulle tempistiche dell’accordo né sulle sue caratteristiche principali.

Leggi anche: Hormuz esplode di nuovo. Iran contro Usa: “Nessuna nave passa senza l’ok”

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