Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua a mettere in discussione le sue alleanze. Dopo aver rotto completamente con l’Italia, il tycoon ha incrinato i rapporti anche con il fedelissimo alleato, Benjamin Netanyahu, per un post sui suoi social: “Israele non bombarderà più il Libano, lo abbiamo proibito”.
Parole non apprezzate dal Primo ministro israeliano e nemmeno dai suoi consiglieri che, secondo quanto riportato dai media americani, sarebbero rimasti “scioccati” e avrebbero chiesto alla Casa Bianca dei chiarimenti.
Intanto il Presidente americano sta concentrando la sua attenzione su Teheran, che pur avendo riaperto lo Stretto di Hormuz, ha avvertito che lo chiuderà se gli Usa non toglieranno il blocco navale ai porti iraniani.
Il blocco navale resta
Trump però è rimasto fermo sulla sua posizione e ha ribattuto che la stretta rimarrà finché non sarà raggiunto un accordo con l‘Iran. Il presidente americano è fiducioso: “Penso che a breve si farà”.
A bordo dell’Air force One l’inquilino della Casa Bianca ha anche annunciato che potrebbe non prolungare il cessate il fuoco: “Potrei non prorogarlo, ma il blocco continuerà”. Se non si raggiungesse un’intesa quindi, Donald Trump sembrerebbe disposto a riprendere le operazioni militari.
Non ci saranno pedaggi nello Stretto
Sempre a bordo dell’aereo, il Presidente americano ha insistito nel dire che a Hormuz “non ci saranno pedaggi”.
Secondo quanto scritto da Trump sui suoi social, anche il Presidente cinese Xi Jinping sarebbe “molto contento” per la riapertura dello Stretto di Hormuz con queste modalità.
Trump: “Prenderemo l’uranio con le buono o con le cattive”
Rimane ancora incerta la questione dell’uranio arricchito in possesso dell’Iran. Gli Stati Uniti non vogliono in nessun modo che Teheran abbia l’arma nucleare. Senza questa condizione non si fa l’accordo, il vicepresidente americano JD Vance lo ha detto più volte. A questo proposito Trump ha affermato che l’Iran ha accettato tutto, compresa la collaborazione per rimuovere l’uranio arricchito:
“Ovviamente non vi darò la data, ma se firmeremo l’accordo, allora potrò dirvi quando. Andremo (a prelevarlo) assieme all’Iran e lo porteremo via, il 100% negli Stati Uniti. Se non lo facciamo, lo otterremo in una forma diversa, in una forma molto più ostile. Ma in ogni caso lo faremo”.
Nonostante la minaccia, ormai diventata cifra del linguaggio di Trump, i rapporti tra Usa e Iran sembrano al momento positivi.
Rimane l’incognita Netanyahu che, indispettito dall’”arroganza” dell’alleato statunitense, potrebbe violare la tregua con il Libano e mettere a repentaglio i piani di Trump.
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