Un secondo soldato francese ha perso la vita in seguito all’attacco da parte dei miliziani di Hezbollah in Libano, risalente allo scorso 18 aprile. A darne l’annuncio è il presidente Emmanuel Macron, che scrive su X: “Il caporale Anicet Girardin è morto questa mattina a causa delle sue ferite. È morto per la Francia”. Era stato rimpatriato per essere sottoposto alle cure, ma non è sopravvissuto. “Il suo sacrificio rende omaggio all’impegno esemplare delle nostre forze armate nell’ambito dell’Unifil” – ha concluso il capo dell’Eliseo.
Nella giornata di domani invece verrà reso omaggio al sergente maggiore Florian Montorio, ucciso durante la stessa imboscata. Mentre proseguono le indagini della missione Onu, che in un primo momento aveva attribuito la rappresaglia ad “attori non statali”. È stato Macron, successivamente sui social, ad associare l’accaduto a un’iniziativa del Partito di Dio. Una cascata di proiettili, provenienti da un’arma leggera, ha raggiunto tre caschi blu francesi. Due di loro, prima Montorio e poi Girardin, non sono sopravvissuti.
La Francia aveva già chiesto alle autorità libanesi di prendere provvedimenti, ma l’imboscata del 18 aprile è solo l’ultima di una lunga serie. È la prima volta però, dall’inasprirsi delle tensioni nel Golfo, che i soldati della missione Unifil perdono la vita. Una tragedia che ha convinto il presidente francese a rivolgersi direttamente a Israele: “L’unica via è quella di un’intesa che garantisce la sicurezza di entrambi i Paesi e l’integrità territoriale del Libano”. Oltre a invitare Benjamin Netanyahu a rinunciare alle sue ambizioni territoriali nell’area.
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