Conferenza stampa indetta subito dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, si presenta davanti ai cronisti con un messaggio politico chiaro e con lo sguardo già rivolto alle prossime sfide elettorali. Nel suo intervento apre anche al tema delle primarie nel campo delle opposizioni, spiegando che il Movimento è pronto a discutere questa strada, a patto che si tratti di primarie vere, aperte ai cittadini e utili a scegliere il candidato più competitivo.
Il referendum sulla giustizia diventa subito terreno di scontro politico. Conte rivendica il risultato e attacca l’esecutivo con parole dure. Durante l’incontro con la stampa parla senza mezzi termini e definisce il voto «un segnale politico fortissimo, un avviso di sfratto al governo».
Per l’ex presidente del Consiglio non si tratta solo di una consultazione tecnica su norme giuridiche. Il referendum, nella sua lettura, è una bocciatura dell’azione della maggioranza. «Quattro anni di governo, zero riforme», accusa, puntando il dito contro un esecutivo che, a suo giudizio, non ha prodotto risultati concreti.
Il messaggio è netto: il voto viene interpretato come un giudizio politico sull’operato del governo. Una linea che rafforza la posizione delle opposizioni e alza la tensione nel confronto politico delle prossime settimane.
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