lunedì 15 Giugno 2026
Giorgia Meloni. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Fratelli d’Italia nel caos: ecco tutti gli scandali da Nord a Sud

Indagini, dimissioni e processi aperti mettono in difficoltà il partito della premier: dalla Sicilia al Piemonte cresce il timore di nuovi sviluppi giudiziari

Da Redazione
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Non è un singolo caso a preoccupare Fratelli d’Italia, ma una sequenza di vicende che si allarga di settimana in settimana. Indagini, avvisi di garanzia, richieste di rinvio a giudizio e dimissioni stanno creando un clima pesante dentro il partito della Meloni. Un quadro che attraversa l’Italia da Sud a Nord e che alimenta tensioni anche ai vertici del partito.

L’ultimo episodio arriva dalla , dove la di Agrigento ha inviato sei avvisi di garanzia per presunte spese gonfiate legate ai grandi eventi. Tra gli indagati per truffa aggravata e figura il deputato Fdi Lillo Pisano, già vicecapo di gabinetto dell’assessorato regionale al Turismo. Proprio l’Assemblea regionale siciliana resta uno dei fronti più delicati: il presidente Gaetano Galvagno andrà a processo tra poche settimane con accuse di corruzione, peculato e truffa, mentre sull’assessora al Turismo Elvira Amata pesa una richiesta di rinvio a giudizio.

Il problema, però, non si ferma all’isola. In , dopo il caso che ha coinvolto l’ex sottosegretario alla Andrea Delmastro, si registrano altre uscite di scena. Elena ha lasciato prima l’incarico di vicepresidente della e poi la giunta in seguito all’inchiesta che la vedeva socia in affari di un prestanome del clan Senese.

Il 2025, per molti esponenti, è stato un anno nero. In Calabria il consigliere regionale Fdi Giuseppe Neri è finito in un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia per presunto scambio elettorale politico-mafioso. La richiesta di arresto è stata respinta dai giudici, ma il caso resta aperto. A Genova l’ex assessore alla sicurezza Sergio Gambino si è autosospeso dal partito dopo un’indagine per corruzione e presunte rivelazioni di segreto d’ufficio.

Dentro Fratelli d’Italia cresce la preoccupazione. Il timore non riguarda solo i procedimenti in corso, ma l’idea che possano emergere altri casi. Un’ombra che pesa sul partito e che rischia di condizionare l’agenda dei prossimi mesi.

Leggi anche: Meloni il 9 aprile in Aula per parare i colpi del referendum

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