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giovedì 23 Aprile, 2026
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Teheran conferma i progressi nei colloqui ma l’intesa non si vede: “Trump non ha diritto di negarci il nucleare”

Fonti pakistane prevedono un secondo round venerdì. Pezeshkian parla del "fallimento" della guerra voluta dagli Usa mentre il tycoon elogia "l'amico" Netanyahu

Da Maria Vittoria Ciocci
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Il secondo round di negoziati tra Usa e Iran potrebbero tenersi venerdì. Lo confermano due fonti pakistane ad Al Jazeera, le quali hanno spiegato che “due aerei da trasporto pesante statunitensi sono atterrati alla base aerea di Noor Khan a Rawalpindi”, vicino a Islamabad. Inoltre, “le strade dall’aeroporto alla zona rossa” della capitale del Pakistan “sono state temporaneamente chiuse”, questo “a indicare un rafforzamento delle misure di sicurezza”. Per concludere, le stesse fonti hanno confermato che “sia l’Hotel Serena che il Marriott sono stati evacuati e non saranno consentite nuove prenotazioni fino a venerdì”. Nel frattempo il presidente della Repubblica Islamica Masoud Pezeshkian si è rivolto direttamente a Donald Trump.

Pezeshkian e l’affondo contro Trump

“Il presidente degli Stati Uniti afferma che l’Iran non dovrebbe usare il suo potere nucleare, ma non spiega di quale crimine si tratti” – si chiede il presidente della Repubblica Islamica Masoud Pezeshkian. E continua: “Qual è la sua posizione nel mondo per poter privare una nazione dei suoi diritti legali?”. L’opinione del leader iraniano è semplice: i principi umanitari affermano che ogni Paese “dovrebbe godere dei propri diritti”, incluso l’Iran.

In onore degli accordi internazionali, dunque, “Trump non ha il diritto di negare i diritti a un popolo e di affermare che l’Iran non può trarre beneficio dal suo diritto nucleare”. È la riflessione, riportata da Al Jazeera. E non si ferma qui. Osservando il conflitto nel Golfo, gli Stati Uniti mostrano un’inaspettata debolezza, di fronte alla quale Pezeshkian rivendica: “Il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi”. Peraltro, evidenzia, “ha violato il diritto internazionale e ha attaccato infrastrutture, scuole e ospedali”. E questo “rivela le intenzioni e i veri obiettivi degli aggressori”. E infatti, su Truth, Trump e Netanyahu consolidano l’alleanza.

Trump elogia Israele: “Un grande alleato”

Donald Trump si è legato al dito il No categorico a qualsiasi coinvolgimento nel conflitto contro l’Iran da parte dell’Unione europea. Tanto che è costretto ad appellarsi all’unico “amico” che è rimasto al suo fianco: il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Che certo non aveva poco da guadagnare dal conflitto nel Golfo.

Ma al tycoon gli interessi geopolitici dell’alleato non importano. Anzi, sottolinea quanto gli israeliani siano “coraggiosi, audaci, leali e intelligenti, a differenza di altri che hanno mostrato la loro vera natura in un momento di conflitto e stress”. Lo scrive nell’ennesimo sfogo su Truth: “Che Israele piaccia o meno, ha dimostrato di essere un grande alleato”. Un Paese che combatte duramente e “sa come vincere”. Bombardando caoticamente i civili, accompagnati dall’ormai consueto riferimento a Dio.

Vance si rivolge nuovamente a Leone XIV

Il Papa, impegnato nel viaggio apostolico in Africa, ha chiarito di non aver intenzione di dibattere con Trump. Una posizione che, a quanto pare, è molto gradita al vicepresidente Usa JD Vance. “Sono grato a Papa Leone per aver detto questo, mentre la narrativa dei media alimenta costantemente i conflitti” – le sue parole – “Disaccordi reali ci sono stati e ci saranno, ma la realtà è spesso molto più complicata”. Poi conclude: “Lui sarà nelle nostre preghiere e spero che noi saremo nelle sue”.

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