Secondo quanto rivelato da Axios, l’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta che, tramite mediatori pakistani, punta a risolvere in una prima fase la situazione di Hormuz e poi la complessa questione nucleare, cercando una rapida via d’uscita.
La riapertura dello stretto
Da settimane, 2.400 persone sono bloccate su oltre 105 petroliere cui viene impedito di attraversare lo Stretto di Hormuz. Gli equipaggi sono in una situazione di “grande preoccupazione, stress e stanchezza“, da quanto riporta la Bbc, e devono amministrare i beni di prima necessità, tra cui cibo e acqua, e occuparsi di mantenere le imbarcazioni in piena efficienza. Molti di questi marinai “sono bloccati senza alcuna certezza su quando potranno tornare a casa”.
La strategia iraniana punta a un approccio in più fasi. Il primo obiettivo è trovare una soluzione alla crisi nello Stretto di Hormuz e alla revoca del blocco economico imposto dagli USA. In cambio, l’accordo prevede un’estensione duratura del cessate il fuoco o, nel migliore dei casi, una fine definitiva della guerra. Solo dopo aver ripristinato la libera navigazione, Teheran potrebbe definirsi pronta ad avviare i colloqui sul nucleare.
L’incontro a Mosca
Mentre la proposta è in attesa di approvazione da Washington, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è atterrato a San Pietroburgo per incontrare Vladimir Putin. Un incontro che Araghchi ha definito ”una buona opportunità per fare il punto sulla situazione e coordinare le azioni dei due Paesi’‘, confermando il legame con Mosca in questa fase delicata. Inoltre, negli ultimi giorni il ministro ha fatto tappa a Islamabad, dove ha sottolineato l’importanza del ruolo del Pakistan come mediatore chiave nei contatti con gli USA, e in Oman, per discutere proprio dello Stretto di Hormuz, insistendo su come la cooperazione tra gli Stati sia fondamentale per una stabilità globale.
Lunedì il vertice con Trump
Il presidente Donald Trump ha in programma per lunedì un incontro con i suoi principali collaboratori per la sicurezza nazionale e la politica estera, al fine di analizzare la proposta iraniana e decidere i prossimi passi. Un negoziato che finora è stato ostacolato, secondo Teheran, da ”richieste eccessive”, da parte statunitense.
Se l’amministrazione Trump dovesse accettare la strategia del ‘prima lo Stretto, poi il nucleare‘, la sensazione è che potremmo vedere una tregua in mare, dando un po’ di respiro al commercio mondiale.
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