La corsa agli armamenti non rallenta. Anzi accelera. Nel 2025 il mondo ha speso per la difesa più che in qualsiasi altro momento della storia recente, segno di un clima internazionale sempre più teso e segnato da guerre che non trovano una via d’uscita.
Secondo i dati del Sipri, l’istituto di ricerca svedese che monitora la sicurezza globale, la spesa militare mondiale ha raggiunto i 2.887 miliardi di dollari. Un aumento del 2,9% rispetto al 2024, con numeri che raccontano una tendenza chiara: gli Stati stanno riempiendo gli arsenali come non accadeva da decenni.
Le grandi potenze guidano la corsa
A dominare la scena restano Stati Uniti, Cina e Russia. Insieme rappresentano il 60% della spesa militare globale. Washington mantiene il primato con il 33% del totale, mentre Pechino consolida il secondo posto con 336 miliardi di dollari e una crescita che prosegue da 31 anni. La Russia, quattro anni dopo l’invasione dell’Ucraina, ha portato il proprio bilancio militare a 190 miliardi di dollari, con un’economia sempre più legata alla produzione bellica.
Anche i Paesi coinvolti nei conflitti attivi spendono cifre elevate. L’Ucraina ha investito oltre 84 miliardi di dollari, con un aumento del 20%, salendo al settimo posto nella classifica mondiale. Israele ha speso 48,3 miliardi: un dato in calo rispetto all’anno precedente, ma ancora molto alto se si guarda alla sua storia recente.
Europa e Italia accelerano
Il dato che colpisce riguarda l’Europa. Il continente è quello che cresce più di tutti, con un aumento del 14% della spesa militare. In Europa centrale e occidentale l’incremento arriva al 16%, trainato soprattutto dalla Germania, che ha raggiunto i 114 miliardi di dollari, e dalla Polonia, che continua a rafforzare il proprio esercito.
L’Italia segue la stessa direzione. Nel 2025 la spesa militare è salita del 20%, uno degli aumenti più marcati tra i Paesi europei. Anche la Spagna registra un balzo significativo, con un incremento del 50%, il più alto tra le principali economie del continente. Nel complesso, i 32 Paesi della Nato hanno speso 1.581 miliardi di dollari, con i membri dell’Unione europea che contribuiscono per oltre un terzo del totale.
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