lunedì 15 Giugno 2026
Per Trump è tardi per trattare

“You’re fired”. Trump fa rotolare un’altra testa: licenziato il segretario della Marina Usa

Phelan lascia il suo incarico "con effetto immediato". Indiscrezioni confermano le tensioni con il capo del Pentagono

Da Maria Vittoria Ciocci
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“You’re fired”, ripeteva Donald nel suo programma The Apprentice. Letteralmente: “Sei licenziato”. È quindi un vizio che, a quanto pare, appartiene anche ai suoi collaboratori. E infatti il capo del Pentagono, nella giornata di ieri, ha mandato a casa il segretario della Marina Usa John Phelan, che dunque “ha lasciato il suo incarico con effetto immediato”. Lo conferma il Dipartimento per la Difesa, senza però esplicitare i motivi del passo indietro forzato. Si parla di tra Pete Hegseth e Phelan, soprattutto in relazione al di quest’ultimo con il tycoon.

Indiscrezioni sostengono che l’ormai ex segretario della Marina stesse cercando di convincere il presidente a modernizzare la flotta, bypassando però il capo del Pentagono. Un’iniziativa che Hegseth si sarebbe legato al dito, fino alla decisione di sostituirlo con Hung Cao, già di Phelan, che prenderà il controllo ad interim del dicastero. Lo ha confermato il portavoce del Dipartimento, Sean Parnell.

Si inaspriscono le tensioni nel Golfo

Nel frattempo nelle acque del Golfo prosegue il braccio di ferro tra la Islamica e gli Stati Uniti di Donald Trump. I Pasdaran hanno diffuso le immagini che provano il sequestro di altre due imbarcazioni commerciali. Una risposta alla decisione del tycoon di mantenere il blocco navale dei porti . Tanto che il Comando militare americano per il Medio Oriente (Centcom) ha spiegato di aver “ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di rientrare in “.

Ma il presidente Usa rimane ottimista e, intervistato a Fox , ha dichiarato di non ritenere che il conflitto in Iran possa avere ripercussioni sulle prossime al Congresso. Si è quindi difeso: Dicono che voglio chiudere la questione per via delle elezioni di midterm, non è vero”. Ha inoltre aggiunto che vuole assolutamente “ottenere un buon accordo per il popolo americano”.

E, in ogni caso, sembra che le minacce del leader dei repubblicani non abbia effetto su Teheran. Il vicepresidente del Parlamento della Repubblica Islamica Haji Babaei ha confermato che il Paese ha incassato i primi introiti derivati dai pedaggi rivolti alle navi che attraversano le acque di . Questi sono stati depositati alla Banca Centrale iraniana. Lo ha reso noto l’agenzia Tasnim. Il monito del tycoon, che aveva escluso l’applicazione di un’imposta di passaggio per il “collo di bottiglia”, è rimasto evidentemente inascoltato.

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