giovedì 13 Agosto 2026

Beatrice Venezi licenziata dal Teatro La Fenice: “Offesa e bullizzata dagli orchestrali negli ultimi mesi”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Beatrice Venezi rompe il silenzio il giorno dopo il suo licenziamento dal Teatro . “Sono stata offesa e bullizzata dagli orchestrali negli ultimi mesi” rivela la direttrice d’orchestra in una nota , sostenendo di “non aver mai mancato di rispetto a lavoratori di nessun teatro”. “Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno” aggiunge.  

L’istituzione veneziana ha interrotto, infatti, ogni futura con la 36enne maestra lucchese, che lo scorso 22 settembre era stata designata direttrice musicale a partire dal 1° 2026. Un comunicato, inviato all’Adnkronos dal Aldo Belli, capo ufficio stampa di Beatrice Venezi, precisa che “solo successivamente” alla comunicazione pubblica di Colabianchi, l’artista “ha ricevuto una lettera formale di risoluzione della ” e che l’interessata “si astiene da ogni commento sull’ della forma”. 

La nota diffusa da Venezi sottolinea che è “evidente che le dichiarazioni rese dal maestro Venezi al quotidiano argentino ‘La Nacion’ il 23 aprile scorso” – quelle in cui si accusava di nepotismo l’orchestra e che hanno innescato la reazione di Colabianchi – “avrebbero dovuto essere lette nel contesto dell’ e non distorte e strumentalizzate. E’ stata dichiarata una idea specifica e circostanziata che non poteva essere travisata”.  

“Mai sono mancata e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro – dichiara Beatrice Venezi – a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori de La Fenice negli ultimi otto mesi, che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata, su social, giornali, tv in Italia e in tutto il mondo, con l’intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera”.  

La nota inviata all’Adnkronos ricorda che a tal proposito è “sufficiente scorrere la e non solo dalla fine del 2025 per constatare la reiterata comunicazione lesiva del ‘rispetto’ dovuto al maestro Venezi”. “In Italia essere è un handicap e, poi, donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta”, conclude Venezi. (di Paolo Martini) 

 

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