giovedì 16 Luglio 2026

Stefanini: ”Ritiro truppe è un segnale politico, preoccupa se la difesa dell’Europa non è più priorità Usa’

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – Quello che ”preoccupa” è ”il segnale politico” che arriva dalla decisione del presidente americano Trump di ridurre le truppe in , così come la minaccia di fare altrettanto in Italia e Spagna. Perché si tratta di una decisione legata a una ”insoddisfazione” di Trump per il comportamento degli alleati, ma se diventa che ”la difesa dell’Europa non è più una priorità per gli Stati Uniti, allora certo quello è un messaggio preoccupante” che va ”a tutto vantaggio della ”. Così Stefano Stefanini, senior advisor dell’ ed ex ambasciatore alla , analizza con l’Adnkronos la decisione di Trump, confermata dal , di ridurre di cinquemila uomini la presenza militare americana in Germania. E la minaccia, ”ancora in fase di pre allarme e senza annunci specifici”, di fare altrettanto con Italia e Spagna. Certo, con le dovute differenze, perché come nota Stefanini ”con l’Italia non c’è quella diretta che Trump ha adottato con Merz o con ”. 

”Quello che preoccupa non è tanto il ritiro in sé, sicuramente non quello dalla Germania dove rimangono più di 30mila truppe americane e dove si torna ai livelli del 2022”, spiega Stefanini, che riflette sul ”segnale politico dato dal Pentagono quando afferma che questo ritiro è causato dall’insoddisfazione americana per la linea tedesca sull’Iran”. 

Il ritiro delle truppe segna quindi ”una rottura” tra Stati Uniti e Germania, mentre ”per quanto riguarda Italia e Spagna, aspettiamo e vedremo”. In ogni caso, prosegue Stefanini, ”va sottolineato che una riduzione di effettivi è una cosa ben diversa dalla chiusura di basi”, di cui ”per il momento non si parla”. Di ”insoddisfazione”, Trump ha parlato anche rispetto a Italia e Spagna, ma ”è inutile fasciarci la testa fino a che l’annuncio non si sarà e non sappiamo l’entità”. 

In ogni caso emerge che ”Trump dimostra di interpretare la presenza di truppe americane in Europa, in Paesi come la Germania, la Spagna e l’Italia, come un beneficio netto ai Paesi dove sono dispiegate” perché ”li proteggono”. E non ”come o anche come una difesa degli interessi americani in una posizione esterna”, analizza Stefanini. Ma ”se il messaggio politico diventa che la difesa rappresentata dalle truppe americane e dalle in Europa non è più una priorità per gli Stati Uniti, allora quello è preoccupante”. Si tratterebbe, aggiunge Stefanini, di ”una frattura all’interno dell’Alleanza atlantica” che va ”a tutto beneficio della Russia”. Perché ”più debole è l’Alleanza atlantica, più la Russia si sente imbaldanzita e quindi capace di tentare nuove avventure, oltre a quella già in corso con l’Ucraina”. 

Ma, sottolinea Stefanini, ”per il momento siamo a livello di segnali politici e geopolitici, non di cambiamenti nell’equazione, nel di forze fra Russia e Nato” perché ”non sono cinquemila uomini che fanno la differenza. E non ne farebbero altri cinquemila ritirati dall’Italia e dalla Spagna”. Sulle conseguenze che avranno le decisioni di Trump, Stefanini spiega che ”da un punto di vista strategico e militare sono minime” e rimanda ”a metà luglio, c’è un vertice Nato. Vedremo”. 

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata