mercoledì 6 Maggio 2026

Lutto nel mondo del calcio: addio al genio ribelle Evaristo Beccalossi

Si è spento a 69 anni il campione dell'Inter. Ricordato da tutti per il suo talento purissimo e per i suoi dribbling. Venerdì i funerali a Brescia

Da Silvia Forconi
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Il calcio italiano perde una delle sue icone: Evaristo Beccalossi.Ho sempre giocato per divertirmi, non per faticare” raccontava. Ci ha lasciati oggi all’età di 69 anni dopo una lunga battaglia contro gravi problemi di salute. Venerdì ci saranno i funerali a Brescia per un ultimo saluto al campione dell’Inter.

Gli esordi

Arrivato dal Brescia nel 1978, Beccalossi si trovò all’improvviso dentro un Meazza che lo accolse subito, diventando da subito il perno dell’Inter che conquistò poi lo scudetto nel 1980. Indimenticabile per tutti i tifosi dell’Inter la sua doppietta nel derby d’ottobre del ’79. Era il “Driblossi” di Brera, il numero 10 della pazza Inter, un centrocampista ambidestro capace di lasciare un segno indelebile dentro e fuori dal campo per il suo talento.

La sua carriera è stata simbolo dell’imprevedibilità. Divenne persino una pièce teatrale grazie a Paolo Rossi, che immortalò la celebre notte di Coppa delle Coppe contro lo Slovan Bratislava nel 1982, quando il Becca sbagliò due rigori in pochi minuti. Eppure, anche in quegli errori, c’era una nobiltà che i tifosi nerazzurri non hanno mai smesso di difendere.

Escluso dai Mondiali del 1982 da Enzo Bearzot, che lo preferì ad Antognoni tra le polemiche di una tifoseria divisa, Beccalossi ha saputo reinventarsi dopo il ritiro. Con la sua spiccata ironia è diventato un volto della tv, senza mai perdere quel sorriso di chi sa di aver giocato un calcio indimenticabile che ormai non esiste più.

L’Inter: ”Ci sembra impossibile”

“Il talento non si impara. È un dono, scrive il club in un comunicato, al massimo lo si alleva, con la testardaggine di chi è destro di piede e fin da bambino allena il sinistro nel garage di casa fino a diventare mancino, ambidestro, praticamente onnipotente con entrambi i piedi. Quello di Evaristo Beccalossi era limpido, abbagliante”. ”A volte folgorante’‘, lo ha definito oggi l’Inter nel suo ultimo saluto.

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