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domenica 26 Aprile, 2026
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Gianluca Rocchi

Il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi è indagato per “concorso in frode sportiva”

L'inchiesta vuole stabilire se ci siano stati episodi nei quali gli arbitri sono stati influenzati da ingerenze esterne. In violazione delle norme del Var

Da Maria Vittoria Ciocci
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È indagato per concorso in frode sportiva il designatore degli arbitri di serie A e B, Gianluca Rocchi. L’avviso di garanzia è arrivato venerdì sera, come riporta AGI, ed è relativo all’inchiesta sul campionato 2024-25, condotta dal pm Maurizio Ascione. “Sono sereno e vado avanti”, ha affermato Rocchi. L’obiettivo degli inquirenti è capire se si siano verificati episodi nei quali gli arbitri sono stati influenzati da ingerenze esterne, in violazione delle norme che disciplinano il Var – Video Assistant Referee, ossia l’arbitro di video-assistenza.

L’inchiesta

I fatti risalgono al mese di marzo 2025, durante la partita Udine-Parma. Nella sala Var di Lissone si valuta un “possibile fallo di mano”. Interviene il Var Daniele Paterna, che afferma: “Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo”. Quest’ultimo, quindi, non è convinto di assegnare il rigore. Al contrario, sembra che voglia escluderlo.

Ciò nonostante, in un video della sala Var si vede Paterna che si gira di spalle e si rivolge a qualcuno, dicendo: “È rigore”. E, dopo aver detto all’arbitro Fabio Maresca che preferiva controllare l’Attacking Possession Phase (APP), di fatto, il rigore viene fischiato. L’ipotesi dei pm è che Gianluca Rocchi si sia “alzato rapidamente dalla sua postazione” dopo aver richiamato l’attenzione di Paterna, così da dirgli di chiedere a Maresca un on field review – quindi rivedere l’azione dal monitor del bordocampo.

La denuncia e la falsa testimonianza di Paterna

La denuncia all’Associazione Italiana Arbitri (AIA) è stata inoltrata alla Procura della FGC dall’allora presidente Antonio Zappi, alla luce dell’esposto dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca, poi archiviato dalla giustizia sportiva.

Nei mesi scorsi Paterna è stato chiamato a testimoniare. La sua deposizione però presentava delle ambiguità. E così il magistrato l’ha iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza. Contrariamente a quanto affermava Paterna infatti, il Var deve rimanere blindato nella sua postazione, senza far entrare nessuno. Questo, proprio per evitare di influenzare l’andamento della partita e l’eventuale segnalazione di irregolarità in campo.

Il caso Inter-Verona

Un invito a comparire riguarda anche un Avar – l’assistente del Var – indagato per concorso in frode sportiva in relazione al match Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. L’episodio contestato è una gomitata di Alessandro Bastoni a Duda. Il Var Luigi Nasca invita l’arbitro Michael Fabbri a fischiare, ma quest’ultimo crede che l’idea di buttarsi a terra dolorante sia una “furbizia” del calciatore, in quanto quest’ultimo prima “lo ha guardato e poi si è rimesso giù”. Ciò nonostante, mentre Fabbri è circondato dai giocatori, Nasca convalida il rigore. Questo, senza chiedere l’on field review.

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