Sembrava una marcia trionfale verso gli ottavi, forse verso quel Roland Garros che ancora manca alla sua bacheca. Invece sul Centrale di Parigi Jannik Sinner crolla sul più bello. Avanti di due set e 5-2 nel terzo contro l’argentino Juan Manuel Cerundolo, il numero uno del mondo viene travolto da un improvviso blackout fisico e finisce eliminato in cinque set: 3-6 2-6 7-5 6-1 6-1.
Il dominio prima del blackout
Per oltre due ore la partita sembra a senso unico. Sinner serve bene, varia il gioco, accorcia gli scambi per evitare di consumare troppe energie sotto il caldo parigino e controlla senza difficoltà il match. Cerundolo, numero 56 del ranking Atp e fratello minore di Francisco, appare impotente davanti alla solidità dell’azzurro. Il punteggio parla chiaro: 6-3 6-2 e poi 5-2 e servizio a favore nel terzo set. Una situazione che lascia immaginare una rapida chiusura dell’incontro.
“Devo vomitare”: il malore in campo
La svolta arriva improvvisamente. Sinner perde a zero il game che avrebbe posto fine al match, chiudendo con un doppio fallo larghissimo.
Si muove male, si tocca la gamba, poi la schiena. Sullo 0-40 del game successivo si ferma vicino alle fioriere del Philippe Chatrier e chiede l’intervento medico. “Devo vomitare”, dice al fisioterapista prima di lasciare il campo.
Il caldo soffocante e i crampi sembrano averlo svuotato completamente. Rientra dopo pochi minuti, ma non riesce più a ritrovare ritmo e intensità.
La rimonta di Cerundolo
L’argentino capisce immediatamente il momento di difficoltà dell’avversario e cambia volto alla partita.
Game dopo game, Cerundolo prende fiducia mentre Sinner fatica sempre di più negli spostamenti. I punti consecutivi dell’argentino si moltiplicano, l’inerzia si ribalta e il pubblico assiste incredulo al crollo del favorito del torneo.
Dopo aver perso il terzo set, l’azzurro rientra ancora negli spogliatoi, ma la situazione non migliora. Il quarto e il quinto set diventano quasi un monologo dell’argentino, che completa l’impresa più importante della sua carriera.
La maledizione di Parigi
Per Sinner è una sconfitta pesantissima, anche perché arriva in un momento di dominio quasi assoluto sul circuito: 30 vittorie e cinque titoli consecutivi negli ultimi mesi, sei Masters 1000 di fila come nessuno prima di lui.
Un anno fa sullo stesso campo, il Court Philippe Chatrier, Jannik aveva perso la finale contro Carlos Alcaraz dopo non essere riuscito ad approfittare di tre match point in risposta. Stavolta il rivale spagnolo non c’era nemmeno, e il coronamento del Career Grand Slam sembrava quasi scontata: troppo divario tra lui e gli avversari. Invece Parigi si è confermata fatale.
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