A nulla sono servite le proteste congiunte delle federazioni di Teheran e del Cairo: le bandiere arcobaleno della comunità LGBTQ+ saranno ammesse al Lumen Field di Seattle durante il match di Coppa del Mondo che vede contrapposte le squadre di Egitto e Iran. Un’occasione che è accompagnata dagli eventi del Pride, tanto che l’incontro è stato definito dal comitato organizzatore un «Pride Match».
Dopotutto, dal 2007 a Seattle si celebra il PrideFest, con eventi, incontri e attività dedicate ai tifosi. Tra le pagine del The Athletic, Fifa spiega che le bandiere potranno comparire sugli spalti, nel rispetto del codice di condotta degli stadi. Quest’ultimo, infatti, consente di esibire simboli legati alla lotta per i diritti umani. E questo include di conseguenza quelli legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Con questi presupposti, Fifa non vede il motivo di assecondare la richiesta delle federazioni di Egitto e Iran, che subito si sono dette contrarie all’esibizione delle bandiere arcobaleno.
FIFA, al contempo, ha chiarito che le iniziative legate al PrideFest sono sganciate dall’evento calcistico. Una posizione seguita dalle affermazioni del presidente Gianni Infantino. Quest’ultimo ha specificato che la concomitanza tra le due occasioni non significa che le attività siano ufficialmente legate al torneo. Un chiarimento che tuttavia non ha placato la polemica di Teheran e del Cairo. Da tempo, del resto, associazioni e organizzazioni internazionali come Amnesty International continuano a denunciare criticità nell’ambito dei diritti umani e delle libertà individuali, anche per i cittadini appartenenti alla comunità LGBTQ, in entrambi i Paesi.
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