L’ipotesi di un ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea riaccende lo scontro dentro la maggioranza. Le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani aprono un nuovo fronte politico con Fratelli d’Italia e Lega, mentre Bruxelles prepara un’accelerazione sul dossier Kiev. Il tema divide il governo e mette ancora una volta in evidenza le diverse linee dei partiti di centrodestra sulla politica estera.
Il segretario di Forza Italia conferma la posizione favorevole dell’esecutivo all’adesione ucraina, pur invitando alla cautela sui tempi. “Il governo è favorevole all’adesione dell’Ucraina alla Unione europea, il problema è quello dei tempi quindi si sta studiando a livello europeo qual è la formula migliore”, spiega Tajani.
L’accelerazione dell’Europa
A metà giugno la Commissione europea proporrà al Consiglio di aprire il primo dei sei capitoli negoziali per l’ingresso di Kiev nell’Ue. Il passaggio dovrebbe arrivare durante il Consiglio affari generali del 16 giugno, per poi finire due giorni dopo sul tavolo dei leader europei. Lo stesso percorso sarà avviato anche per la Moldavia. Una scelta che crea nuove tensioni nella maggioranza. La Lega continua a opporsi all’accelerazione e ora anche dentro Fratelli d’Italia emergono dubbi forti sull’operazione.
Tajani insiste sulla necessità di accompagnare Kiev nel percorso europeo anche per rafforzare le istituzioni ucraine. “Io credo che si debba procedere, aiutando l’Ucraina a diventare membro dell’Unione europea, aiuteremo anche i nostri amici di Kiev a combattere la corruzione, pensiamo per esempio di rafforzare una collaborazione con la Guardia di finanza, già siamo al lavoro”, afferma il ministro degli Esteri.
Il leader azzurro sottolinea anche che il processo di adesione non deve penalizzare i Balcani occidentali. Secondo Tajani è “importante non mettere in un angolo l’adesione dei Balcani, che rappresenta per noi una priorità”. Poi aggiunge l’auspicio di “accelerare i tempi di adesione di Montenegro, Albania e degli altri Paesi che sono di fondamentale importanza per la crescita dell’Unione e per la riunificazione dell’Unione Europea”.
Lo stop di Donzelli
A frenare arriva però il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che lega il tema dell’ingresso nell’Ue alla fine della guerra con la Russia.
“L’ingresso di Kiev nell’Unione Europea, in questo momento di non raggiunta pace con la Russia, significherebbe estendere la guerra a tutta l’Europa, per quelle che sono le norme europee e internazionali”, osserva Donzelli. Il deputato meloniano prova poi a distinguere le diverse sensibilità della maggioranza: “Raggiunta la pace è comprensibile la posizione di Tajani. In una situazione di pace non raggiunta è comprensibile la posizione di Salvini. Dipende dal momento in cui si realizza questo ingresso”.
A poche ore dalle dichiarazioni del vicepremier azzurro, Donzelli torna sul tema e ribadisce la linea prudente di Fratelli d’Italia. “In una condizione di raggiunta pace, vorrebbe dire estendere la guerra a tutta l’Europa. Valuteremo, perché a Bruxelles apparteniamo a tre famiglie diverse, è normale che ci siano delle sensibilità diverse, però nella politica estera italiana riusciamo sempre a essere compatti, non c’è stato un solo voto in questa legislatura in cui ci siamo divisi”.
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