lunedì 15 Giugno 2026
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L’impatto economico dei Mondiali 2026 tra Pil e turismo

Mondiali 2026 - Dai guadagni miliardari previsti per i paesi ospitanti fino alle clamorose sorprese sul fronte dei biglietti, ecco tutti i retroscena economici del torneo globale

Da Giuseppe Rosso
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La più grande edizione di sempre della Fifa prende ufficialmente il via: i mondiali del 2026, attesi da milioni di appassionati in tutto il mondo, si svolgeranno tra , e . Il calcio d’inizio della prima partita, che vede di fronte Messico e Sudafrica, è fissato per le ore 21 italiane, mentre la finale si disputerà il 19 luglio. Con 48 nazionali qualificate, 104 incontri distribuiti in 16 città e stime che parlano di un afflusso straordinario di visitatori, la si preannuncia come un motore economico senza precedenti per l’intero continente nordamericano, secondo le proiezioni di Allianz Trade.

L’impatto economico sui tre Paesi ospitanti

Sul fronte macroeconomico, le stime indicano che il Mondiale 2026 potrebbe apportare un contributo di oltre 9 miliardi di dollari al prodotto interno lordo complessivo del Nord America. A trascinare la crescita saranno soprattutto turismo, ospitalità, trasporti privati e i numerosi servizi legati all’evento: gli analisti precisano però che i benefici resteranno circoscritti a fasce specifiche dell’economia e ad aree geografiche ben definite, senza incidere sulla crescita strutturale dei tre paesi coinvolti. La quota più consistente di questi guadagni andrà agli Stati Uniti, che ospiteranno 78 delle 104 partite e che secondo Allianz Trade incasseranno un incremento del pari a 6,1 miliardi di dollari, corrispondenti a circa lo 0,1% del prodotto interno lordo . Città come New York, Los Angeles, Dallas e Miami registreranno un’impennata degli arrivi internazionali, con ricadute dirette su ospitalità, commercio al dettaglio e intrattenimento locale.

Per il Messico, la stima si attesta attorno a 1,7 miliardi di dollari, equivalenti a uno 0,3% di crescita del Pil: a fare la parte del leone saranno Città del Messico, Guadalajara e Monterrey. Il Canada, invece, vedrà salire il proprio Pil di circa 1,3 miliardi di dollari, pari a 0,2 punti percentuali di crescita, con Toronto e Vancouver destinate a raccogliere i frutti maggiori dell’ondata turistica internazionale. Sul fronte dei consumi legati al torneo, la spesa complessiva in tutta l’area nordamericana potrebbe sfiorare gli 8 miliardi di dollari: di questi, 6,8 miliardi arriveranno dai visitatori stranieri e 1,2 miliardi dal turismo interno. Le categorie che si trovano nella posizione migliore per capitalizzare l’evento sono le strutture ricettive e le compagnie aeree, seguite da food & beverage, retail e intrattenimento.

Il montepremi Fifa: cifre record per le nazionali

Oltre all’impatto sui territori, a fare notizia sono anche le risorse messe in campo dalla Fifa per premiare le federazioni partecipanti. Come riportato da Sky Sport, il contributo finanziario complessivo ha raggiunto la cifra record di 871 milioni di dollari, il doppio rispetto all’edizione precedente, da suddividersi integralmente tra le 48 squadre al via. Ogni federazione riceverà una fiche d’ingresso da 10 milioni di dollari più 2,5 milioni per la preparazione atletica, mentre ulteriori 16 milioni saranno destinati alle spese di delegazione, a cui si aggiungono stanziamenti aggiuntivi legati ai biglietti. La struttura dei premi in base al percorso in gara è la seguente:

  • Eliminazione alla fase a gironi: 9 milioni di dollari
  • Sedicesimi di finale: 11 milioni di dollari
  • Ottavi di finale: 15 milioni di dollari
  • Quarti di finale: 19 milioni di dollari
  • Quarto posto: 27 milioni di dollari
  • Terzo posto: 29 milioni di dollari
  • Finalista : 33 milioni di dollari
  • Campione del Mondo: 50 milioni di dollari

Il nodo biglietti: invenduti e prezzi elevati

Non tutto, tuttavia, brilla nella vetrina del Mondiale 2026: la questione dei biglietti continua ad agitare gli organizzatori. Secondo quanto ricostruito dal Financial Times, a ridosso del fischio d’inizio erano circa 180.000 i tagliandi finiti sul secondario della rivendita, con prezzi che, nonostante un calo del 20% nell’ultimo mese, restano elevati. Sul portale ufficiale della Fifa risultavano disponibili 176.000 biglietti dedicati alla sola fase a gironi, mentre le polemiche sui costi ritenuti inaccessibili per i meno abbienti avevano già infiammato il dibattito nei mesi precedenti. Particolarmente critica la situazione per le partite dell’Iran, con circa 16.000 tagliandi invenduti nonostante i prezzi ridotti: il posto più economico disponibile parte da 138 dollari. Anche gli Stati Uniti faticano a riempire gli stadi, con 4.400 biglietti ancora disponibili per l’esordio contro il Paraguay e un prezzo medio che, pur dopo i forti sconti delle ultime ore, supera gli 800 dollari a postazione. La Fifa continua nel frattempo a proporre circa 15.000 biglietti diretti per la fase a gironi.

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