L’inchiesta sugli arbitri avviata dalla Procura di Milano e che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi riporta al centro il tema del commissariamento della Figc. A spingere per un cambio netto è anche la Lega Calcio: «Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà, tra scandali e fallimenti sportivi in serie. Pur nel rispetto dell’autonomia dello sport e al di là delle inchieste delle ultime ore, è sempre più doveroso e necessario un commissariamento della Figc per ripartire da zero con pieno rinnovamento e figure nuove».
Più cauto il suo presidente Ezio Simonelli: «Confidando nel lavoro degli organi competenti, non può essere un avviso di garanzia a porre in discussione l’onestà intellettuale e il lavoro di un intero sistema. Se poi dovesse risultare che qualcuno ha sbagliato, sarà giusto che paghi. Ma giammai è consentito mettere in dubbio la credibilità del sistema e la regolarità del campionato».
Le accuse a Rocchi e l’autosospensione
Secondo gli inquirenti, Rocchi assieme ad altri soggetti ancora non precisati avrebbe combinato le designazioni arbitrali. Tra gli episodi finiti sotto la lente di ingrandimento ci sono la scelta di Colombo per Bologna-Inter dell’aprile 2025, finita 1 a 0 per i padroni di casa, e quella di Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, conclusasi con un netto 3 a 0 in favore dei rossoneri. In entrambi i casi Rocchi avrebbe concordato queste designazioni con i nerazzurri, nonostante l’esito infelice di entrambi gli incontri.
Il designatore ha ovviamente respinto le accuse, si è detto convinto di aver sempre operato correttamente e ha deciso di autosospendersi «per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità». Sarà ascoltato il 30 aprile.
L’intervento di Abodi
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che non ha voluto forzare la mano sul commissariamento della Figc ma ha attaccato la Procura federale: «Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza». E ha concluso: «Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze».
La replica di Chinè
«Ci tengo a confermare di aver ricevuto il 21 maggio 2025 esclusivamente l’esposto firmato dall’assistente Domenico Rocca, sul presunto intervento esterno in sala Var del designatore Rocchi, durante la partita Udinese-Parma», ha replicato in una nota il procuratore della Federcalcio, Giuseppe Chinè, escludendo di essere già a conoscenza della presunta combine nelle designazioni arbitrali. L’episodio sarebbe stato archiviato a seguito di un’approfondita indagine. «Per quanto riguarda eventuali nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare sportivo di cui si starebbe occupando la Procura della Repubblica di Milano, (…) confermo di essere già in contatto con gli Organi inquirenti titolari del procedimento penale e di avere già provveduto, nella data di ieri, a richiedere formalmente gli atti dell’indagine penale ove ostensibili, per avviare e, eventualmente, riaprire, qualora ci fossero elementi di prova nuovi e ritenuti decisivi, l’indagine sportiva».
L’ipotesi del commissariamento della FIGC
Il commissariamento della Figc può essere disposto solo dal Coni e in presenza di condizioni precise: «gravi irregolarità nella gestione», «gravi violazioni dell’ordinamento sportivo» o «impossibilità di funzionamento» degli organi federali. Il caso Rocchi, allo stato attuale, non rientra automaticamente in queste fattispecie: le eventuali violazioni non sono ancora accertate e il designatore non è un organo direttivo della Federazione. Un intervento in questa fase potrebbe quindi essere contestato sul piano giuridico. Anche per questo, nonostante il tema sia sul tavolo sin dalla sera in cui la nazionale italiana è stata superata ai rigori dalla Bosnia ed esclusa dal mondiale, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio aveva rispedito al mittente la proposta: «Al momento non ci sono le condizioni». Ma le condizioni potrebbero presto cambiare.
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