Il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, e Papa Leone XIV si sono incontrati a porte chiuse in Vaticano. Gli Stati Uniti hanno dato inizio al loro riavvicinamento alla Santa Sede, dopo la frattura provocata dalle accuse del presidente Donald Trump al Pontefice. “Debole e pessimo nella politica estera”, aveva sostenuto il tycoon, scatenando un certo sdegno a livello internazionale. Attacchi che ha ribadito solo due giorni fa, proprio alla vigilia dell’arrivo di Rubio a Roma.
“Sta facendo del male a molti cattolici e crede che l’Iran debba avere le armi nucleari”, ha dichiarato a Salem Tv, di fatto scontrandosi nuovamente con le omelie e le dichiarazioni di Robert Francis Prevost. Il primo Papa statunitense sembra avere difficoltà a costruire un rapporto con la sua terra natale, ma al contempo continua a non piegarsi alle critiche e ai dettami del presidente Usa. “Io divulgo il Vangelo e se qualcuno deve criticarmi lo faccia con la verità”, ha risposto il pontefice alla nuova accusa proveniente dal presidente Usa, evitando di aprire un vero e proprio scontro con Washington.
L’incontro in Vaticano tra Rubio e il Papa
La visita di Rubio rappresenta quindi un modo per ricostruire e rafforzare un rapporto fondamentale. Una nota del dipartimento di Stato ha confermato che gli incontri odierni “riflettono la partnership duratura tra gli Stati Uniti e la Santa Sede nel far progredire la libertà religiosa”. Il Segretario è stato accolto nel Cortile di San Damaso dal Prefetto della Casa Pontificia, monsignor Petar Rajic e ha incontrato anche il cardinale Pietro Parolin “per discutere la reciproca cooperazione e le questioni internazionali pressanti e per esaminare gli attuali sforzi umanitari nell’emisfero occidentale e gli sforzi per raggiungere una pace duratura in Medio Oriente”. Il Papa, invece, avrebbe ricordato al braccio destro di Trump l’importanza di “lavorare instancabilmente in favore della pace”.
Un colloquio che quindi potrebbe rendere i rapporti tra i due Stati più semplici, anche all’insegna dei negoziati di pace in Iran. Inoltre, un riavvicinamento della Casa Bianca alla Santa Sede è fondamentale per Trump in vista delle prossime elezioni di Midterm, che si terranno a novembre, e dove il presidente rischia di perdere il controllo con il Congresso. Le parole di scontro dedicate al tycoon, infatti, hanno provocato un grave calo dei consensi che potrebbe rivelarsi fatale per il presidente. Il Papa, comunque, ha voluto rimarcare la sua posizione anche attraverso il dono riservato a Rubio. Prevost ha infatti regalato al capo della diplomazia della Casa Bianca una penna realizzata in legno d’ulivo, la pianta che rappresenta la pace.
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