venerdì 8 Maggio 2026

L’incontro tra Rubio e Papa Leone e la chiusura delle indagini su Sempio. Cosa c’è sui quotidiani di oggi, 8 maggio

In Sintesi, le principali notizie dall'Italia e dall'estero

Da Laura Laurenzi
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L’incontro tra Rubio e Papa Leone XIV

Il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, è atterrato a Roma con l’intenzione di “scongelare” gli ormai freddi rapporti tra Usa e Vaticano e Washington e Roma. Una conseguenza degli attacchi di Donald Trump a Papa Leone XIV e Giorgia Meloni. Sono proprio questi ultimi gli interlocutori privilegiati del capo della diplomazia della Casa Bianca che ieri ha incontrato il primo e oggi colloquierà con la seconda. Eppure il vertice con il pontefice non è riuscito a cancellare le distanze esistenti tra la Casa Bianca e la Santa Sede. Un divario che comunque non preclude l’esistenza di un rapporto “imprescindibile”, come spiegato dal cardinale Pietro Parolin, e che non ha impedito al Papa di ricordare a Rubio la “necessità di lavorare instancabilmente a favore della pace” (Corriere della Sera).

L’incontro è caduto alla vigilia del primo anniversario del pontificato di Robert Francis Prevost, primo Papa statunitense della storia. Un’occasione che ha permesso al pontefice di sfruttare il colloquio per ricapitolare quanto compiuto in questi primi dodici mesi. L’ennesimo smacco a Trump, che fatica ad accettare un pontefice americano che però decanta la pace e deplora la guerra. Secondo il tycoon, un Papa moderato come Leone, eletto per cercare di ricucire le divisioni della Chiesa cattolica, non è abbastanza potente per combattere l’imperare della cultura woke e della secolarizzazione della civiltà moderna. È possibile quindi che nei prossimi tre anni e mezzo di amministrazione Trump gli attacchi alla Santa Sede possano moltiplicarsi (La Stampa).

La Legge elettorale manda in crisi il centrodestra

Il governo ci riprova. Dopo il fallimento della riforma sulla Giustizia e la mancanza di vere e proprie riforme, porta in Aula una nuova legge elettorale. Una scelta che si starebbe dimostrando un’arma a doppio taglio. I partiti del centrodestra non si trovano in accordo sul contenuto del testo. FdI vorrebbe introdurre le preferenze, mentre la Lega ha posto il veto sulla questione con l’obiettivo di conservare una coalizione forte che non si pieghi ad un solo partito dominante. Diversi costituzionalisti in audizione, poi, hanno già messo in luce i problemi relativi al premio di maggioranza e al ballottaggio. Da risolvere è anche la contrarietà dell’opposizione alla proposta (Domani).

Tra lunedì e martedì dovrebbe tenersi quindi una nuova riunione a Palazzo Chigi tra tecnici e leader di maggioranza per riflettere sulla Legge elettorale. Intanto, da FdI arrivano le prime critiche a chi non ha voluto aprire una riflessione sul tema. Il deputato Giovanni Donzelli ha specificato che i singoli partiti sono stati contattati per un confronto, compresi quelli di centrosinistra. Alcuni avrebbero accettato, altri no. Dal campo progressista, però, arriva una critica ben precisa: il testo serve a favorire il governo corrente. Le prossime consultazioni saranno fondamentali per capire se la riforma della Legge elettorale sarà il prossimo fallimento di Giorgia Meloni (Tempo).

La guerra senza fine in Iran

A più di due mesi dall’inizio dei bombardamenti, la guerra in Iran prosegue a oltranza. Ad aumentare i timori su un possibile conflitto di logoramento c’è un report della Cia, condiviso dal Washington Post, secondo cui Teheran sarebbe in grado di resistere per diversi mesi al blocco navale imposto dagli Usa nello Stretto di Hormuz. Donald Trump rischia quindi di trovarsi impelagato nella sua stessa guerra, con forti ripercussioni sui suoi consensi. Così si spiega anche la sua volontà di arrivare il prima possibile ad un accordo che preveda però la rinuncia dell’Iran all’arma nucleare. Lo stesso report, inoltre, conferma che l’Iran è ancora in ottime condizioni dal punto di vista militare e capace quindi di continuare a sostenere il conflitto contro Usa e Israele (Repubblica).

I negoziati sono ancora in stallo, ma i mediatori continuano a cercare un filo comune che possa avvicinare i due Paesi. Gli Stati Uniti attendono la risposta dell’Iran al piano di pace in 14 punti che hanno presentato ieri per chiudere la guerra. L’obiettivo è arrivare il prima possibile alla riapertura di Hormuz. Trump intanto valuta il riavvio del Project Freedom, ovvero l’operazione che permetterebbe ai mercantili americani di tornare a transitare in sicurezza nello Stretto. Nel Golfo proseguono gli attacchi a simboleggiare le tensioni crescenti. Ieri sono stati registrati raid ad Abu Dhabi e a Hormuz (Il Giornale).

“Nessuna anomalia sulla grazia a Minetti”

Secondo la Procura di Milano, le risposte finora fornite dall’Interpol sul caso di Nicole Minetti non sono tali da necessitare una revisione della grazia a lei concessa. Dai primi esiti degli accertamenti, compiuti sia in Italia che in Uruguay e in Spagna, non avrebbero portato alla luce elementi distintivi. Lo si apprende dal fatto che la Procura avrebbe già comunicato al ministero della Giustizia i dettagli che avrebbero dimostrato le criticità del caso. Una situazione che ha portato gli avvocati di Minetti e del suo compagno, Gianluca Cipriani, a lamentare il fatto che, nonostante i segnali portino a pensare una conferma della grazia, alcuni organi di informazione continuano a sostenere il contrario (Corriere della Sera).

Proprio Il Fatto Quotidiano, che ha portato alla luce il caso, ha annunciato la decisione di Cipriani di diffidare la testata per ottenere la rimozione e la cancellazione degli articoli sul caso, pena un risarcimento di 250 milioni di dollari. Una richiesta definita “irricevibile” che potrebbe quindi essere presto inserita in una causa. Gli avvocati non starebbero contestando un articolo preciso, ma diverse informazioni presenti in pezzi differenti. Inoltre, viene richiesta anche la pubblicazione di una “ritrattazione e di una rettifica complete” (Il Fatto Quotidiano).

Chiuse le indagini su Sempio per il caso Garlasco

La Procura di Pavia ha concluso le indagini su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, la 26enne uccisa nel 2006 a Garlasco. Secondo l’accusa sarebbe stato proprio lui a togliere la vita alla giovane a seguito di un rifiuto di tipo sessuale o amoroso. Un omicidio che sarebbe aggravato dalla “crudeltà” e da “motivi abietti riconducibili all’odio per la vittima a seguito di un rifiuto”. In parallelo la Procura procederà anche a richiedere la revisione del processo ad Alberto Stasi, unico condannato per l’omicidio e in carcere da diversi anni (Repubblica).

Anche l’inchiesta parallela su Antonio Venditti, ex procuratore di Pavia, accusato di essere stato corrotto da Giuseppe Sempio, si avvicina alla sua conclusione. La prossima settimana i pm riceveranno l’informativa finale della polizia giudiziaria e poi decideranno se procedere o meno con il rinvio a giudizio. Il 18 maggio è poi fissato l’incidente probatorio chiesto dalla difesa (Messaggero).

Leggi anche: Rubio ha incontrato Papa Leone XIV: “Tra Usa e Vaticano relazioni solide”

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