giovedì 7 Maggio 2026

Svolta nel giallo di Pietracatella. Gli investigatori: “Conosciamo il movente”

Chi ha commesso il duplice omicidio sarebbe un membro della famiglia. Convocata in Procura la cugina di Gianni Di Vita, sarà ascoltata alla presenza del gip Antonelli

Da Giustino Marai
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L’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella, in provincia di Campobasso, sarebbe arrivata a una svolta. A oltre un mese dalla conferma della presenza di ricina nel sangue di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, gli investigatori ritengono di aver individuato il movente, che si collocherebbe nell’ambito familiare e che restringerebbe a cinque il numero dei sospettati.

Il movente nella cerchia familiare

La Squadra Mobile di Campobasso ha ormai raccolto oltre cento testimonianze tra parenti, amici e conoscenti della famiglia Di Vita/Di Ielsi. Gli investigatori stanno incrociando racconti, movimenti e relazioni personali nel tentativo di chiarire quanto accaduto dopo la cena del 23 dicembre, prima del malore che ha portato alla morte di madre e figlia, ma sono convinti di aver già trovato il movente.
Secondo quanto emerso, chi avrebbe utilizzato la ricina l’avrebbe ricavata artigianalmente dai semi della pianta del ricino, e le verifiche si starebbero concentrando soprattutto su cinque persone entrate in contatto con le vittime nei giorni precedenti all’avvelenamento.

La testimonianza di Antonio Di Vita

Tra gli elementi che avrebbero contribuito a delineare il nuovo quadro investigativo ci sarebbe la testimonianza di Antonio Di Vita, fratello di Gianni, marito e padre delle vittime, che non vive in Molise. La sua deposizione sarebbe stata ritenuta particolarmente importante per ricostruire i rapporti interni alla famiglia, offrendo un punto di vista differente rispetto a quello di altri parenti residenti a Pietracatella, che continuano a sostenere l’ipotesi dell’incidente. Ipotesi sostenuta anche da Gianni Di Vita, ascoltato per circa cinque ore come persona informata sui fatti, che secondo quanto riferito dal suo legale Vittorino Facciolla avrebbe escluso tensioni familiari o motivi di rancore che possano spiegare il duplice omicidio.

Le incongruenze e i dispositivi sequestrati

Intanto sarà riascoltata Laura Di Vita, cugina di Gianni, che in questo periodo sta ospitando lui e la figlia Alice dopo il sequestro della villetta di Pietracatella. Già sentita tre volte dagli investigatori, tra oggi e domani sarà nuovamente convocata in questura a Campobasso e interrogata alla presenza della procuratrice di Larino Elvira Antonelli. Secondo indiscrezioni investigative, tra le sue dichiarazioni e quelle di altri testimoni sarebbero emerse alcune incongruenze e omissioni su episodi ritenuti rilevanti per ricostruire i rapporti familiari nei giorni di Natale.
Gli inquirenti attendono anche i risultati delle analisi sui dispositivi sequestrati nella villetta di via Risorgimento il 4 maggio. Sotto esame cellulari, chat, cronologie e soprattutto i router wifi domestici, che potrebbero conservare dati utili a verificare eventuali presenze non dichiarate nell’abitazione nei giorni ritenuti cruciali per l’indagine.

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