Doveva essere una spedizione esclusiva tra i ghiacci dell’Antartide, si è trasformata in un’emergenza sanitaria che tiene con il fiato sospeso mezza Europa. La nave da crociera MV Hondius, partita il 1° aprile dalla Patagonia argentina con 149 passeggeri a bordo, arriverà nelle prossime ore alle Canarie dopo settimane segnate da morti, ricoveri e sospetti di contagio da hantavirus.
Le vittime accertate sono tre. Tra i malati c’è anche il medico inglese di bordo, ricoverato in gravi condizioni. I passeggeri, provenienti da 23 Paesi diversi, restano isolati nelle cabine mentre le autorità sanitarie cercano di ricostruire tutti i contatti delle persone già sbarcate durante il viaggio. Non risultano italiani coinvolti. L’hantavirus viene trasmesso di solito dai roditori e può provocare insufficienza respiratoria e renale. Il timore nasce dal fatto che il ceppo identificato sulla nave, diffuso tra Argentina e Cile, è l’unico conosciuto capace di passare anche da persona a persona.
I primi sintomi sono comparsi il 6 aprile su un turista olandese: febbre, mal di testa e problemi intestinali. In pochi giorni la situazione è precipitata fino alla morte. La salma è rimasta a bordo per settimane, fino all’attracco nell’isola di Sant’Elena, in pieno Atlantico. Da lì 23 passeggeri hanno lasciato la nave per tornare autonomamente nei rispettivi Paesi. Uno di loro, uno svizzero, è ricoverato a Zurigo. Anche la moglie della prima vittima è morta dopo essere arrivata in Sudafrica. Secondo le ricostruzioni sarebbe la donna fatta scendere da un volo Klm diretto ad Amsterdam poco prima del decollo. Le autorità olandesi hanno contattato i passeggeri dell’aereo per precauzione.
Nei giorni successivi un cittadino britannico è stato ricoverato in Sudafrica, mentre un turista tedesco è morto direttamente sulla nave. Altri tre contagiati sono stati evacuati a Capo Verde e trasferiti in Olanda.
La Spagna ha autorizzato l’attracco della MV Hondius nel porto di Granadilla de Abona, a Tenerife, dopo una richiesta formale dell’Oms e dell’Unione europea. Il governo di Pedro Sánchez parla di scelta umanitaria e assicura che non esistono rischi per la popolazione. Più prudente il governatore delle Canarie Fernando Clavijo, secondo cui l’arcipelago non dispone di protocolli adeguati per gestire un caso simile. L’evacuazione dei passeggeri è prevista lunedì. Intanto resta la paura che il virus possa aver viaggiato insieme ai turisti già rientrati in diversi Paesi del mondo.
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