Giuseppe Conte è pronto a tornare in campo per preparare la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche e affrontare la coalizione guidata da Giorgia Meloni. Il leader del M5S è stato costretto a prendersi un periodo di pausa a causa di un problema di salute. Dieci giorni di silenzio in cui avevano iniziato a circolare diverse indiscrezioni sulla sua condizione. “Ho temuto il peggio, ma ora sto bene”, ha dichiarato al Corriere della Sera, confessando di essere stato operato d’urgenza per l’asportazione di una neoplasia.
Gli esami successivi hanno confermato che si trattava di una formazione benigna, per cui il leader pentastellato è pronto a riprendere in mano la sua vita. “Ho avuto solidarietà dai colleghi di opposizione, ma anche dal governo e dal mondo dell’informazione”, ha raccontato, chiarendo di essere sempre stato convinto che la lotta politica non può e non deve oscurare la sensibilità umana. Ora, però, è arrivato il momento di tornare a operare pressioni sul governo e chiedere spiegazioni sul suo operato.
Conte: “Meloni è ferma alla fase zero”
Conte non ha perso il suo piglio e, dopo un rammarico per l’assenza al Primo maggio, è tornato a criticare Meloni. “È ancora ferma alla fase zero. Zero virgola del Pil, zero riforme in quattro anni, zero aiuti sulla benzina che è tornata a salire, zero misure per gli stipendi, zero tagli delle tasse e pressione fiscale record”, ha sottolineato, ricordando come non sia riuscita ancora a staccarsi del tutto da Donald Trump. Solo gli attacchi al Papa la avrebbero convinta a un leggero passo indietro, che arriva con un ritardo incolmabile. Il presidente del M5S, poi, aggiunge: “Credo che questo tentativo di riposizionamento sia anche il frutto dei 15 milioni di No al referendum sulla Giustizia”.
Meloni deve aggiustare il tiro se vuole avere una possibilità alle prossime politiche. “Ormai siamo agli sgoccioli della legislatura”, ha ricordato Conte, mettendo in luce come nessuna delle riforme annunciate dal governo sia stata attuata, mentre si è deciso di procedere verso il nefasto aumento delle spese militari al 5% del Pil.
In più, mentre il Paese arranca a causa della crisi energetica causata dalla guerra in Iran, Meloni si starebbe concentrando sulla riforma della legge elettorale per cercare di rendere il prossimo voto più efficace per la destra. “Io però vedo un pantano, con Meloni che vorrebbe andar dritto e Lega e FI in disaccordo su punti cruciali”, ha spiegato, evidenziando le fratture evidenti che si stanno creando all’interno de governo.
“Le primarie dopo la creazione del programma”
Il M5S punta invece su una legge elettorale che punti sulle preferenze e che escluda il premio di maggioranza, definito “abnorme”. L’opposizione quindi si prepara a bloccare compattamente questa proposta. Per quanto riguarda le primarie, Conte è convinto che possano essere un passaggio utile che però dovrà avvenire solo a seguito della creazione di un programma unitario nel campo progressista. Infine, su un possibile asse tra Forza Italia e Pd, il leader pentastellato si dice sicuro: “Una forza che voglia perseguire progetti progressisti non credo potrà mai stringere questo tipo di alleanza con chi ha promosso la scellerata riforma della giustizia per rivendicare i privilegi della classe politica”.
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