sabato 9 Maggio 2026
Giuli e Buttafuoco. ANSA_Riccardo Antimiani

L’incontro tra Rubio e Meloni e le proteste alla Biennale. Cosa c’è sui quotidiani di oggi, 9 maggio

In Sintesi, le principali notizie dall'Italia e dall'estero

Da Laura Laurenzi
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Il mancato disgelo tra Meloni e Rubio

Il Segretario di Stato Usa, Marco Rubio, torna a casa con una vittoria a metà. L’incontro con Papa Leone XIV ha portato ad una riapertura dei dialoghi tra la Casa Bianca e la Santa Sede dopo gli attacchi mossi da Donald Trump al pontefice. Il colloquio con Giorgia Meloni non è stato altrettanto efficace. Un dialogo “franco e costruttivo” tra due Paesi “che difendono i propri interessi nazionali”, si legge nella nota rilasciata da Palazzo Chigi. Un tono diplomatico che però non nasconde le distanze ormai inconciliabili tra i due alleati (Repubblica).

A Rubio è stato ricordato che anche gli Usa necessitano dell’Europa e dell’Italia, sottolineando la contrarietà di Roma al ritiro delle truppe americane dal continente. I dazi, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le tensioni in Medio Oriente sono stati i tre focus su cui si è concentrato il colloquio con Rubio. Meloni ha ribadito la possibilità dell’invio di navi italiane nel Golfo a seguito dell’accordo di pace, mentre il capo della diplomazia americana ha spinto l’Italia a un maggior impegno in Libano, anche dopo la fine della missione Unifil. Eppure, dietro un’apparente vicinanza, sembra ormai evidente il gelo che caratterizza i nuovi rapporti con l’altro lato dell’Atlantico (Il Sole 24 Ore).

Il caos a Hormuz

I negoziati tra Usa e Iran sono fermi e nello Stretto di Hormuz continua a vigere il blocco navale statunitense e la strozzatura di Teheran. Da alcuni giorni, poi, continuano a verificarsi attacchi a navi mercantili e petroliere a simboleggiare la volontà di entrambe le parti di non cedere ad un compromesso. Attacchi e contrattacchi con migliaia di navi che attendono inermi di poter attraversare la striscia di mare. Tre cacciatorpediniere Usa sono state attaccate dai Pasdaran e gli Usa hanno risposto con bombardamenti sulle installazioni militari. “Scaramucce”, le derubrica Donald Trump, mentre le economie mondiali crollano sotto il peso dello Stretto chiuso (La Stampa).

Il tycoon ha poi sottolineato che il cessate il fuoco in Iran è ancora in vigore, mentre il portavoce del ministro degli Esteri iraniano, Ismail Baghei, sostiene che gli Usa abbiano commesso una “flagrante violazione” della tregua. Trump ha anche ribadito che i dialoghi con la Repubblica islamica proseguono con l’obiettivo di raggiungere presto un’intesa. Poi una nuova minaccia: “Se non accettano un accordo li colpiremo con molta più forza e molta più violenza”. Gli Stati Uniti hanno presentato tre giorni fa un accordo di pace in 14 punti, su cui per ora l’Iran non si è ancora espresso (Il Giornale).

Scontri alla Biennale di Venezia

Alla vigilia dell’apertura al pubblico, la Biennale di Venezia è diventata teatro di scontri tra i manifestanti accorsi da tutta Italia per protestare contro la presenza di Israele e della Russia all’esposizione e le forze dell’ordine. Dopo una carica di alleggerimento e qualche ferito tra i presenti, la situazione è tornata alla normalità. Eppure, in contemporanea al corteo, hanno chiuso anche 16 padiglioni per motivi di protesta. Uno sciopero che si è verificato in contemporanea con l’arrivo del leader della Lega, Matteo Salvini, che ha visitato i padiglioni Venezia, Usa, Italia, Cina, Russia e Israele. Nessuna visita a quello ucraino, però. “Spero con la mia presenza di chiudere le polemiche sulla Russia alla Biennale”, ha chiarito, facendo riferimento al caso scoppiato alcune settimane fa che ha convinto anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a non prendere parte all’evento (Corriere della Sera).

Sul padiglione russo il governo ha mostrato tutta la sua frammentazione. Oltre all’assenza del ministro Giuli c’è stata anche quella del presidente Buttafuoco, che ha incontrato Salvini in un luogo neutro. Il ministro dei Trasporti era da poco reduce da uno scontro a distanza con il titolare del Mic. Giuli ha infatti dato dell’assenteista a Salvini durante un’intervista a Sky e il leader della Lega ha risposto inserendo nella chat con i ministri proprio questa dichiarazione, seguita da un sonoro “Mah”.

La batosta di Starmer alle elezioni in Gran Bretagna

Le elezioni amministrative in Gran Bretagna hanno incoronato il partito della destra liberale di Nigel Farage, Reform Uk, che ha guadagnato un terzo dei seggi totali, trionfando in territori dove i laburisti hanno storicamente ottenuto i maggiori consensi della popolazione. La sinistra di Keir Starmer entra in crisi e dimezza i voti rispetto al 2024. Il sintomo di un’insoddisfazione generale nei confronti delle politiche del premier. Lo stesso che ha già annunciato di non volersi dimettere. Il sistema politico britannico si sta modificando e l’ascesa dei Verdi, al fianco dei Tories e dei Whigs, rappresenta la fine del sistema bipartitico inglese. Allo stesso tempo, questo risultato è la prova che la Brexit non è riuscita a operare quella trasformazione politica tanto auspicata (Domani).

La vittoria di Farage, però, dimostra anche che la guerra modifica le intenzioni di voto dei cittadini. I rincari e le spese dedicate alla difesa spingono la popolazione verso i partiti di estrema destra. In Germania è entrato in crisi l’europeista Frederich Merz, che guarda con terrore alla possibile ascesa di Alice Weidel, rappresentante dell’estremista Afd. In Francia, Emmanuel Macron è assediato dalla sovranista Marine Le Pen, mentre i Paesi nordici iniziano a guardare con interesse ai movimenti di destra (Il Fatto Quotidiano).

Sempio e il caso di Garlasco

Secondo l’accusa, l’impronta 33 sarebbe la prova regina che incastrerebbe Andrea Sempio come assassino di Chiara Poggi, la 26enne di Garlasco uccisa nel 2006 in casa sua. Si tratta di un’impronta attribuita all’allora 18enne che dimostrerebbe la sua presenza sul luogo del delitto. Inoltre, poco distante vi sarebbe un frammento di impronta di una scarpa, sempre attribuita, all’assassino e che sarebbe compatibile con quella di Sempio (La Stampa).

Intanto, l’opinione pubblica si spacca sul caso e sorgono dubbi collettivi sulla condanna di Alberto Stasi, ritenuto colpevole dell’omicidio e condannato a 16 anni di carcere dalla Cassazione dopo due assoluzioni in primo e secondo grado. Un’esperienza che dovrà essere un monito anche per queste nuove indagini, che potrebbero portare ad un rinvio a giudizio di Sempio e forse una condanna (Il Messaggero).

Leggi anche: Disgelo fallito. Schiaffo di Rubio a Meloni: “Gli alleati ci hanno danneggiato”

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