A due giorni dalla premiazione dei David di Donatello, giunge la conferma che il ministero della Cultura ha deciso di fare chiarezza sui metodi di assegnazione dei finanziamenti statali ai film prodotti in Italia. La richiesta risale allo scorso 9 aprile e sembra che pochi giorni dopo la Guardia di Finanza si sia presentata negli uffici del Mic per acquisire la documentazione relativa ai diversi lungometraggi finanziati.
Al centro delle indagini c’è l’ipotesi che i contributi assegnati abbiano riguardato produzioni ritenute “poco rilevanti”, lasciando senza fondi altre di alto valore artistico. Un caso rafforzato dall’esclusione del documentario su Giulio Regeni, il ricercatore italiano morto in Egitto. Una decisione su cui si era espresso duramente anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
In questo nuovo filone di indagine sono finiti sotto la lente dei finanzieri i fondi erogati per Tradita, un thriller sentimentale diretto da Gabriele Altobelli e con protagonista Manuela Arcuri. Il film, uscito nelle sale a marzo, avrebbe incassato poco più di 26mila euro, a fronte di un tax credit di 1,2 milioni di euro e di un costo di produzione di 2,9 milioni. Le produzioni Solo se tu canti – L’irresistibile storia di Gigi D’Alessio, Tony Pappalardo Investigation, Il tempo delle mele cotte e la leggenda sul Grappa hanno attirato l’attenzione degli inquirenti.
I precedenti sui fondi ai film
Non è la prima volta che la Guardia di finanza acquisisce documenti riguardanti i finanziamenti statali al cinema. Lo scorso marzo, gli accertamenti avevano interessato alcune produzioni della società The Apartment, tra cui M. Il figlio del secolo di Joe Wright, adattamento dei romanzi di Antonio Scurati. Accertamenti anche su Queer di Luca Guadagnino e Finalmente l’alba di Saverio Costanzo. Ancora prima, nell’ottobre 2025, la Procura di Roma aveva aperto un’inchiesta sul sistema di incentivi introdotto durante il mandato dell’ex ministro Dario Franceschini, con verifiche su diversi film.
Il caso agita ovviamente anche la politica. L’opposizione continua a chiedere una riforma condivisa del sistema di sostegno al settore audiovisivo. Gli esponenti di Pd, M5S, Avs, Italia Viva e Azione hanno ricordato come le diverse proposte di riforma che sono state già calendarizzate in Parlamento siano state sempre proposte dal centrosinistra. Un invito al governo a sforzarsi maggiormente nei confronti di un settore che rischia di morire sotto il peso dell’indifferenza della politica.
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