sabato 9 Maggio 2026
Venezia, Andrea Martella ph X

Venezia verso il ribaltone: Martella (Pd) sfida la destra sulla sicurezza

Il candidato del campo progressista ha chiesto aiuto all'ex capo della polizia Franco Gabrielli per avere consulenze in materia di tutele dei cittadini. Nei sondaggi, il democratico è in vantaggio con il 48% contro il 43% del candidato civico scelto dal centrodestra

Da Laura Laurenzi
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Il centrodestra potrebbe perdere un’altra roccaforte. Le elezioni comunali in Veneto si avvicinano e i consensi dipingono un quadro piuttosto favorevole per il centrosinistra. Il democratico Andrea Martella è in vantaggio con consensi che oscillano tra il 47% e il 48%, mentre il candidato di centrodestra, Simone Venturini, si ferma tra il 41% e il 42%. Nessuna percentuale bulgara, eppure il campo progressista osserva con soddisfazione il possibile sorpasso dei partiti di governo nella principale città del Veneto, una Regione che da tre lustri è guidata dalla Lega.

Martella (Pd) punta sulla sicurezza

Entrambi i candidati restano a netta distanza dalle polemiche sulla Biennale di Venezia e sul teatro della Fenice, preferendo scontrarsi su temi che riguardano più da vicino la cittadinanza. Così, Martella adotta un tema piuttosto caro alle destre, dimostrando che può diventare una battaglia anche dei progressisti. La sicurezza deve tornare a regnare sui canali e le strade di Venezia per garantire a cittadini e turisti la protezione che meritano. Su questo punto, Martella ha chiesto aiuto all’ex capo della polizia Franco Gabrielli, che non sarà assessore alla sicurezza ma un semplice consulente dell’amministrazione comunale.

“Non è una scelta securitaria, ma serve a tenere insieme il controllo del territorio, la rigenerazione urbana e le politiche sociali”, ha spiegato il candidato, attirando anche la risposta positiva della coalizione di centrosinistra, spesso scettica su questi temi. L’unico punto debole del campo progressista è la presenza nelle liste di alcuni esponenti della comunità bengalese della città, che vorrebbero una moschea a Mestre e avrebbero distribuito volantini in arabo con riferimenti ad Allah. Una situazione immediatamente sfruttata dalla Lega, che ha accusato il centrosinistra di voler rendere Venezia una teocrazia.

La destra attacca su immigrati e conti pubblici

Venturini e il centrodestra hanno poi accusato il campo progressista di aver prodotto in passato dissesto sui conti della città, che poi il centrodestra ha dovuto sanare. “Ma quale tracollo finanziario, loro hanno scelto di disinvestire su trasporti e servizi sociali, che sono doveri fondamentali”, ha risposto a tono Martella, allontanando ogni accusa di questo genere. Altro tema caldo è quello del porto. Venturini accusa il suo avversario di “volerlo uccidere”, mentre i progressisti sostengono di voler operare una transizione che porti i lavori in zone esterne al centro storico, tra cui Malamocco.

In più, il candidato del Pd vorrebbe eliminare il ticket per i turisti, sostenendo che si tratti di una misura inefficiente, che non ha senso perché non offre servizi ai turisti. Un passaggio su cui Venturini non ha ancora attaccato. Nei prossimi giorni i leader delle due fazioni arriveranno in città a sostegno dei loro candidati, mentre si avvicina la data del 25 maggio, data in cui i risultati del primo turno chiariranno se Venezia è pronta o meno a cambiare aria.

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