Fino a quando si potrà andare avanti con misure tampone? Questa è la domanda che aleggia tra le fila del Parlamento, con i membri della maggioranza che osservano con timore i conti pubblici in difficoltà e quelli dell’opposizione che si preparano ad approfittare di questo momento di vulnerabilità dell’esecutivo. Giorgia Meloni, intanto, cerca di mantenere un certo livello di tranquillità, almeno apparente. Le stime delle agenzie di rating ancora premiano l’Italia, anche grazie all’interlocuzione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Non è chiaro però quanto ancora questa situazione possa durare.
Meloni in Grecia in cerca di aiuti
La Presidente del Consiglio volerà oggi a Navarino, in Grecia, per partecipare al Gulf-Eu Forum, incontro promosso dall’Atlantic Council e da Thodoris Kyriacou, magnate del gruppo Antenna 1. Qui avrà l’occasione di discutere con altri leader dei Paesi europei una strategia per pressare la Commissione europea sul Patto di stabilità, al fine di ottenere maggiore libertà sul bilancio e sul debito. Ad oggi sembra chiaro che il prestito per il riarmo debba essere sospeso e che il dossier dell’energia debba avere tutta l’attenzione possibile.
Il nodo dell’energia alle stelle
In Italia la situazione è più complessa che in altre parti d’Europa. I prezzi dell’energia sono più alti della media Ue e il governo è a corto di fondi per prorogare i tagli alle accise sui carburanti. Una problematica che rischia di essere catastrofica, vista la rabbia degli autotrasportatori, pronti ad organizzare uno sciopero dal 25 al 29 maggio nel caso in cui il governo non dia loro garanzie. Motivo per cui Meloni ha indetto un tavolo a Palazzo Chigi il prossimo 22 maggio per discutere con sindacati e associazioni la questione. Si ipotizza, dunque, che il governo sia pronto a procedere con un nuovo intervento temporaneo che però non risolverà il problema, andando invece a pesare sui conti pubblici.
La crisi della maggioranza
La pressione mette in difficoltà anche la stessa maggioranza. Nei giorni scorsi si è consumato uno scontro tra Giorgetti e il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Il secondo voleva procedere all’approvazione del progetto europeo Safe per la difesa, con un costo di 14,9 miliardi di euro, mentre il primo ha messo il freno alla proposta, vista l’instabilità caratteristica dei tempi attuali. Quasi in contemporanea, il vicepremier Antonio Tajani ha strappato con il governo, proponendo una “manovra correttiva”. Una proposta immediatamente respinta da Palazzo Chigi e seguita dal chiarimento dello stesso leader forzista, che ha spiegato di aver fatto confusione con lo “scostamento”, ovvero una misura che alza le tasse ma non il debito. La stessa proposta che era arrivata dall’opposizione.
Insomma, il governo Meloni si trova in un momento di forte difficoltà politica ed economica. Nel caso in cui si dovesse procedere con lo scostamento, servirà la maggioranza assoluta in Parlamento e al momento i numeri sono stretti. Il governo rischia quindi di andare sotto al voto sul nuovo documento. Un’opportunità unica per il centrosinistra, che osserva mentre l’esecutivo entra sempre più nella sua fase di logoramento.
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