Tredici minorenni di Siena sono stati denunciati dalla Polizia di Stato, l’epilogo di una lunga indagine condotta dalla Digos e coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale per i minorenni di Firenze. Detenzione illegale di armi, diffusione e detenzione di materiale pedopornografico, propaganda e istigazione all’odio razziale, ma anche apologia del fascismo e del nazismo. Sono questi i reati di cui dovranno rispondere.
Durante il blitz di questa mattina, gli agenti hanno trovato un fucile a doppia canna funzionante, insieme ad alcune cartucce calibro 9. A quel punto sono stati sequestrati smartphone e computer, così da analizzare il contenuto di mail e chat. Ne è emersa una rete molto più ampia, che include altri undici minorenni. I loro sfoghi e messaggi di odio sono registrati, uno per uno, sulle piattaforme social.
Qui, a circuito chiuso, condividevano immagini con chiari riferimenti all’uso delle armi – tra cui coltelli, pistole, fucili e tirapugni –, accompagnate a video che riprendevano risse, scontri violenti e contenuti discriminatori contro gli stranieri e le minoranze. Non solo, dalla lettura di quanto riportato sui telefoni, gli agenti hanno scoperto che alcuni dei giovani coinvolti erano disposti, sembra, a recuperare le armi da siti online e contatti esterni.
Si parla poi di “spedizioni punitive” per colpire i presunti responsabili di alcuni episodi di violenza avvenuti a Siena e in periferia. Iniziative che non si sono mai tradotte in fatti. Non mancano poi gli encomi ad alcune figure note di estrema destra, riconducibili a ideologie estremiste, con la celebrazione di simboli nazifascisti.
È l’ennesimo caso in poche settimane. Solo lo scorso 22 aprile, infatti, un 19enne di Pavia è stato arrestato con l’accusa di promuovere e gestire un gruppo neofascista, neonazista e antisemita via Telegram.
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