lunedì 25 Maggio 2026

Cuba, Usa schierano nei Caraibi la portaerei Nimitz. Rubio: “L’Avana ha accettato offerta di 100 milioni di aiuti”

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Pressione sempre più alta degli Stati Uniti su Cuba. L’ultima mossa è lo schieramento della portaerei Nimitz nel mar dei Caraibi con le navi da guerra americane che hanno fatto il loro ingresso proprio mentre a Miami veniva annunciata l’incriminazione dell’ex presidente Raul Castro e che, secondo quanto reso noto dal Southern Comand, rimarranno nella regione. Ma nel frattempo potrebbe esserci stata una svolta diplomatica. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha infatti affermato che Cuba avrebbe accettato l’offerta di 100 milioni di aiuti da parte degli Usa, aggiungendo però di non essere sicuro che Washington accetterà le condizioni poste dall’Avana.  

L’arrivo della portaerei ai Caraibi non dovrebbe comunque preludere a un attacco. Fonti militari Usa hanno precisato al New York Times che l’amministrazione intende usare la Nimitz e i suoi caccia come uno show di forza, ma non come piattaforma per una massiccia operazione militare, ruolo che invece ha avuto la portaerei Gerald Ford quando il tre gennaio scorso è stato lanciato il blitz che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro a Caracas.  

Nelle scorse settimane la Nimitz ha navigato lungo le coste americane nell’ambito di un programma di addestramento navale, comprese esercitazioni con la Marina brasiliana effettuate nei giorni scorsi, deciso da tempo. E’ però difficile pensare che sia una coincidenza che il Pentagono ha fatto arrivare il gruppo navale nei pressi di Cuba proprio nel giorno dell’incriminazione del 94enne fratello di Fidel, una mossa che a molti osservatori ha ricordato l’incriminazione per narcotraffico di Maduro.  

Intanto Cuba nei negoziati con Washington avrebbero accettato l’offerta di 100 milioni di aiuti da parte degli Stati Uniti. “Dicono di averla accettata, vediamo se questo significa che funzionerà”, ha detto il segretario di Stato ai giornalisti. La scorsa settimana gli Stati Uniti hanno offerto 100 milioni di dollari in aiuti a Cuba, a condizione che il governo cubano accetti di collaborare con Washington, che dallo scorso gennaio ha imposto un blocco delle forniture di carburante che sta portando l’isola sull’orlo del collasso. “Spetta al regime cubano decidere se accettare la nostra offerta di assistenza o negare un aiuto salvavita, assumendosi in ultima analisi la responsabilità nei confronti del popolo cubano per aver trattenuto questo aiuto cruciale”, si leggeva in una dichiarazione rilasciata dal Dipartimento di Stato il 13 maggio. 

Ma mentre la situazione resta incerta e tesa a difesa dell’Avana intervengono Cina e Russia. Pechino ha intimato agli Stati Uniti di “smettere di brandire la spada della giustizia” contro Cuba, dopo che Washington ha incriminato Raúl Castro. “Gli Stati Uniti dovrebbero smettere di brandire la spada delle sanzioni e la spada della giustizia contro Cuba e smettere di minacciare l’uso della forza a ogni occasione”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun.  

La Russia dal canto suo ha promesso di fornire “sostegno attivo” a Cuba nel momento in cui aumentano le pressioni degli Stati Uniti su L’Avana. La posizione del Cremlino è stata espressa dalla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha condannato quella che ha definito una “palese ingerenza” degli Stati Uniti negli affari interni dell’isola. 

“Ribadiamo la nostra piena solidarietà a Cuba e condanniamo fermamente qualsiasi tentativo di palese ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano, l’intimidazione e l’uso di misure restrittive unilaterali illegali, minacce e ricatti”. La portavoce ha inoltre accusato Washington di esercitare una “brutale pressione economica” contro l’isola, mentre il Cremlino ha confermato l’intenzione di continuare a sostenere L’Avana anche sul piano energetico, dopo aver già inviato forniture di petrolio nei mesi precedenti.  

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