lunedì 25 Maggio 2026
Francesco Cannizzaro (FI) ph Ansa

Ciccio-La Qualunque vince a Reggio Calabria. Cannizzaro (FI) si prende il comune dopo 12 anni di centrosinistra

Le urla, gli slogan e i racconti stereotipati del deputato forzista hanno messo all’angolo i comizi pacati del candidato del centrosinistra, Domenico Battaglia. Alle urne ha trionfato il populismo spinto dai social

Da Laura Laurenzi
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Francesco Cannizzaro, detto “Ciccio”, ha convinto i cittadini di Reggio Calabria di essere il miglior candidato sindaco disponibile. Poco importa di qualche inciampo sui congiuntivi – in fin dei conti a chi non succede – o del presente politico a Roma, lontano centinaia di chilometri dal Comune che è stato chiamato a dirigere. Cannizzaro è un uomo della destra moderata, cattolico e capace di attirare l’attenzione delle masse. Ciò che conta, nel bene e nel male, è che se ne parli. Lo dimostrano i voti ottenuti dal forzista, che si è guadagnato la vittoria con oltre il 60% dei consensi.

La campagna elettorale urlata di Cannizzaro

Le urla dal palco, l’inno elettorale che decanta le bellezze e i valori della città, le richieste di aiuto a Dio e alla Madonna per ottenere la vittoria, così come i modi stereotipati da “uomo del Sud” hanno portato Cannizzaro a diventare prima un idolo dei social e poi delle urne. Poco hanno potuto i comizi pacati e centrati di Domenico Battaglia, il candidato del centrosinistra che solo tre giorni fa aveva esortato gli elettori a non lasciare che la città cadesse nelle mani di quello stesso centrodestra che aveva causato, a suo dire, i buchi di bilancio e le difficoltà economiche della città.

Quasi in contemporanea, Cannizzaro veniva celebrato dalla folla mentre si esibiva in un comizio auto elogiativo: “Io mi candido a scrivere la Storia e a diventare il miglior sindaco che la città di Reggio Calabria abbi mai avuto”. Tra le urla, il sudore, la concitazione e anche un po’ di emozione, il congiuntivo è sfuggito. Così come continuano a sfuggire i giovani laureati e non dalla Calabria. Anche a questo, però, Cannizzaro avrebbe già trovato una soluzione. Già dalla campagna elettorale, il deputato di FI sarebbe riuscito a imprimere un forte cambiamento al territorio.

Lo stereotipo vincente dell'”uomo del Sud”

“Un ragazzo mi ha scritto sui social per dirmi che ha lasciato il contratto a tempo indeterminato in un’azienda a Milano perché si è innamorato del mio progetto politico”, ha raccontato con convinzione. Una parabola che sembra ricordare quello dello stesso Cannizzaro. Il candidato sindaco aveva infatti raccontato lo scetticismo della madre – l’unica donna della sua vita – che lo avrebbe spinto a non lasciare Roma per perseguire il sogno di un ruolo di governo.

Una possibilità che il deputato ha escluso, continuando a sostenere di voler fare la differenza per la sua città. La mamma, però, ha preteso un pegno: “Ogni giorno dovrai venire a pranzo a casa, a mangiare con me”. Con questi presupposti i social hanno faticato ben poco a far emergere un personaggio istrionico come Cannizzaro. Non fa la differenza che i meme siano tutti satirici e che non vi sia alcuna riflessione seria sul programma del candidato di centrodestra.

L’apice è stato raggiunto con un commento arrivato da un volto noto: Fiorella Mannoia sotto un video del candidato ha messo in luce l’incredibile somiglianza con i comizi di Cetto La Qualunque, il personaggio interpretato da Antonio Albanese e che raccoglie gli stereotipi dei politici del Sud. “E chiù pilo pe’ tutti”, ha scritto la cantante, scatenando un’ondata di commenti ironici. Eppure, tra gli scherni e le satire, Cannizzaro è riuscito a capitalizzare i consensi di una città che per 12 anni aveva scelto il campo progressista.

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