Le elezioni comunali si sono concluse senza alcuna conferma a livello nazionale. Anche se il centrodestra – in primis Giorgia Meloni – festeggia un successo che arriva un po’ a macchia di leopardo, trainato solo dalla vittoria di Simone Venturini a Venezia, ciò che sembra chiaro è che una consultazione locale non può essere utilizzata per tirare le somme in vista delle elezioni politiche.
Al 2027 manca un anno e il centrosinistra ha tutto il tempo necessario per analizzare gli scenari che questo voto ha garantito e che potranno servire per comprendere se una coalizione compattamente unitaria e un programma realmente competitivo e vicino ai bisogni della popolazione basteranno per spodestare il governo Meloni da Palazzo Chigi.
Le vittorie del centrosinistra
Il centrosinistra si è comunque confermato in Toscana, con le vittorie conquistate a Pistoia con Giovanni Capecchi e Prato, con Matteo Bufoni che conquista il posto di sindaco dopo le dimissioni di Ilaria Buggetti a causa di un’inchiesta. Successi anche a Mantova, Imola, Andria ed Enna. A Salerno, invece, la vittoria è tutta di Vincenzo De Luca. Per lui non c’è nessun augurio da Schlein, ma solo un commento soddisfatto di Stefano Bonaccini. Invece, ad Arezzo, Avellino e Chieti bisognerà attendere il secondo turno per scoprire il nuovo primo cittadino.
L’Italia si è spaccata a simboleggiare, comunque, che l’egemonia del governo Meloni non è mai esistita. In ogni caso, nell’opposizione c’è qualcuno che fa ammenda di fronte alle sconfitte a Reggio Calabria e Venezia. Quest’ultima scotta più di tutte, visti i sondaggi che avevano dato per favorito il civico sostenuto dal campo larghissimo, Andrea Martella. La vittoria di Venturini è arrivata a sorpresa, lasciando il centrosinistra sotto una doccia gelata.
Le riflessioni nel Pd e nel M5S
“Non ci avevamo capito niente”, ha commentato un esponente di primo piano del Pd, mentre Igor Taruffi, responsabile Organizzazione della segreteria Schlein, respinge l’ipotesi che la sconfitta sia legata all'”abbaglio del referendum”, ovvero la convinzione che dopo il successo del “no” la strada sarebbe stata tutta in discesa. “Nel complesso i dati confermano i buoni risultati in Toscana, con le vittorie al primo turno a Prato e Pistoia e in Emilia-Romagna. Uniti siamo competitivi”, ha commentato la leader dem, aggiungendo che a Venezia la sfida era complessa e non sostenibile solo con l’unità del centrosinistra.
Nel M5S si fa sempre più strada l’idea che la coalizione debba puntare su programmi strutturati, convincenti e soprattutto capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini. “Dobbiamo offrire quanto prima un’alternativa a questo governo”, ha sottolineato la pentastellata Paola Taverna, chiarendo che senza un punto di partenza chiaro le difficoltà rimarranno sempre le stesse.
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