Nel governo Meloni il lento declino sembra essere ormai generalizzato. Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio hanno confermato il drastico crollo della Lega, che ha perso ben due roccaforti storiche. A Cene, nel bergamasco, e a Vigevano, in provincia di Pavia, gli elettori hanno deciso di passare al centrosinistra, nel secondo caso anche grazie all’aiuto di Vannacci.
La sconfitta della Lega a Cene
Dopo 36 anni di amministrazione continuata del Carroccio, la città di Cene ha deciso di cambiare musica. Le elezioni amministrative hanno dato la possibilità ai cittadini di scegliere come sindaco il civico moderato Roberto Radici. Insegnante di sostegno e allenatore della Gandinese, ha sconfitto la candidata leghista Gaia Anselmi. La distanza tra i due è netta: Radici ha capitalizzato il 61,04% dei consensi, mentre la leghista si è attestata al 38,96%.
Questa vittoria per la Lega scotta più di tante altre. Cene è stato il primo Comune ad aver eletto un sindaco proveniente dalle sue fila. Era il lontano 1990, quando la cittadina che sorge sulla riva sinistra del Serio aveva deciso di fidarsi del Carroccio, per non abbandonarlo per tre decenni a mezzo. Nel 2026 l’incantesimo si è rotto e la Lega è passata all’opposizione.
“Non abbiamo fatto il lavoro di questi mesi per sconfiggere la Lega a Cene dopo 36 anni. Abbiamo lavorato per creare un programma”, ha spiegato Radici, dando il colpo di grazia al partito di Matteo Salvini. “La gente voleva cambiare, giusto così” è il commento degli esponenti del Carroccio. Eppure, quello a Cene è solo il primo di una serie di insuccessi. Mentre il centrodestra festeggia la vittoria di Simone Venturini a Venezia, la Lega registra un calo di due terzi dei consensi nella città rispetto a cinque anni fa. Un calo che si registra in tutta la penisola.
Il caso Vannacci a Vigevano
In più a pesare sulle spalle di Matteo Salvini c’è la possibile ascesa di Roberto Vannacci. Futuro Nazionale, nato solo lo scorso febbraio, è riuscito a guadagnare il 14% dei consensi a Vigevano. Secondo l’analisi dei flussi elettorali, sembra che gli elettori di Vannacci provengano per la maggior parte dai bacini della Lega. Anche in questa realtà, il Carroccio guidava il Comune da ben 24 anni.
Sembra che Vannacci sia pronto a passare dal piano teorico a quello pratico. Dopo Vigevano è possibile che l’ex generale sia pronto a strutturare il suo partito per cercare di convincere gli elettori delusi dalla maggioranza di governo, spodestando in parte quello che finora è stato il ruolo della Lega. La maggioranza potrebbe quindi valutare una possibile alleanza già dai prossimi ballottaggi del 7 e 8 giugno.
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