giovedì 16 Luglio 2026
Erri De Luca

Erri De Luca: “A Gaza nessun genocidio. Sono un sionista”

Lo scrittore in un’intervista a Israel Hayom sostiene che, qualora le Idf avessero voluto sterminare i palestinesi, non avrebbero fatto evacuare la popolazione tra il nord e il sud della Striscia

Di Maria Vittoria Ciocci
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Lo scrittore Erri De Luca è atteso all’International Writers Festival di Mishkenot Sha’ananim a Gerusalemme. Per l’occasione, ha rilasciato una lunga intervista a Israel Hayom. La sua posizione sul conflitto imperversato nella Striscia di Gaza è chiara: “È una guerra brutale e moderna, in cui il numero di vittime è enorme e terribile perché si combatte in uno urbano denso. È l’effetto inevitabile del combattere un nemico che si trincera tra i propri civili, ma non è genocidio“. Secondo l’intellettuale partenopeo, la riprova di questo risiederebbe nel comportamento delle , che hanno chiesto ai palestinesi di evacuare il nord e il sud della Striscia in base a come cambiava il vento dei . “Se l’obiettivo dell’esercito fosse lo sterminio di un popolo, aveva un bersaglio perfettamente immobile”, ha affermato. Definendosi, per concludere, .

Chiunque riconosca il di a esistere qui, chiunque veda due entità vivere fianco a fianco, è già sionista per questo fatto stesso”, il verdetto. Seguito dalla presa di posizione: “Non sono capace di sedermi nella stessa stanza o condividere un palco con persone che desiderano che Israele venga dalla mappa. E, cosa più importante, non collaborerò con nessun evento o forum in cui si parli di genocidio in riferimento a Gaza’”. Quello che però De Luca dimentica è ciò che si consuma anche nei territori della Cisgiordania. Così come le parole dei ministri estremisti Bezalel Smotrich e Itamar Ben Givir, che più volte hanno parlato di “espulsione dei palestinesi” e sostenuto che questi ultimi “non esistono”. Quello che appare, insomma, come il desiderio di repressione sistematica di un popolo.

Ma De Luca non si ferma a delegittimare la definizione di “genocidio” dei gazawi, ma invita anche – indirettamente – il Governo di Tel Aviv a non demordere: “Dovete cercare di liberarvi di Hamas e Hezbollah politicamente e operativamente, e vedo piccoli segnali che questo è possibile. C’è un momento storico in cui un gruppo o un popolo può essere redento e liberato solo attraverso la militare dei suoi leader tirannici. È quello che sta accadendo ora a Gaza ed è l’unica possibilità di un vero cambiamento nella regione”. Una riflessione che può trovare l’appoggio anche da qualche esponente pro-Pal, in quanto Hamas rimane responsabile del pogrom del 7 . Tuttavia, rimane il fatto che per sconfiggere un movimento terrorista occorrerebbe muovere le unità di intelligence, non bombardare sistematicamente e alla cieca la popolazione civile. Perché questo, nei fatti, è uno sterminio di massa.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook

Instagram 

X

TikTok 

YouTube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata