giovedì 16 Luglio 2026

Confsal, no a emendamenti a dl 1° maggio che limitano pieno recupero salari dovuti

Di La Sintesi Online
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() – Confsal e Fast-Confsal esprimono “forte contrarietà” agli emendamenti 7.17, 7.19, 7.20 e 7.22, presentati in sede di conversione del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, cosiddetto ‘DL Primo Maggio’.  

La posizione di Confsal e Fast-Confsal – si spiega – “non è rivolta contro il decreto-legge n. 62/2026 nel suo impianto generale”. Il decreto, infatti, “introduce misure in materia di all’, giusto, monitoraggio retributivo e contrasto al caporalato digitale”. In particolare, l’articolo 7 “riconosce alla contrattazione collettiva un ruolo centrale nella determinazione del salario giusto, richiamando i contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative come parametro di riferimento per il trattamento economico complessivo. La nostra posizione non è di contrarietà al decreto-legge n. 62/2026 in quanto tale. Al contrario, riteniamo necessario distinguere l’impianto generale del provvedimento dagli emendamenti 7.17, 7.19, 7.20 e 7.22, che introducono una previsione specifica e problematica: limitare gli effetti della rideterminazione giudiziale della retribuzione al solo periodo successivo alla proposizione della domanda giudiziale”. È “su questa previsione, e solo su questa, che Confsal e Fast-Confsal esprimono ferma “.  

“Per Confsal e Fast-Confsal questo profilo è inaccettabile. Il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente non può essere reso effettivo solo dal momento in cui il lavoratore agisce in . Se una retribuzione viene accertata come non conforme all’articolo 36 della , il lavoratore deve poter recuperare quanto dovuto secondo le ordinarie dell’ordinamento”, concludono.  

webinfo@adnkronos.com ( Info)

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