mercoledì 15 Luglio 2026

Iran, Riccardi (Eu Sme Centre for China): “Pechino su Hormuz coerente con de-escalation, bene rapporti Italia-Cina”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “La posizione cinese sullo Stretto di Hormuz è coerente con una linea di de-escalation: Pechino chiede che il traffico resti sicuro, e insiste sulla soluzione diplomatica per proteggere gli interessi della comunità internazionale. La conferma quanto la delle rotte marittime sia una precondizione per commercio, e pianificazione industriale, quindi la Cina cerca di presentarsi come attore di stabilizzazione segnalando a Washington e Teheran che la sicurezza dello Stretto non è solo una questione regionale, ma un tema di interdipendenza globale”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Lorenzo Riccardi, presidente di Eu Sme Centre for China, Centro dell’Unione Europea per le piccole e medie imprese in Cina, commenta la posizione di Pechino che ha chiesto a Iran e di ristabilire un passaggio sicuro per le navi commerciali nello Stretto di Hormuz.  

Secondo Riccardi, già presidente della di commercio italiana in Cina, In questa fase di tensione nel Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz “le opportunità tra e Cina si concentrano soprattutto su settori dove la domanda cinese resta forte e dove l’Italia ha un vantaggio di qualità: moda, meccanica, farmaceutica, chimica, transizione energetica e tecnologie green. Il nuovo quadro fiscale e gli strumenti di cooperazione economica stanno rendendo più interessante strutturare investimenti in modo più stabile. Anche l’export italiano verso la Cina è in crescita del 17,6% e conferma che a fronte delle tensioni geopolitiche, il rapporto economico con Pechino aumenta il proprio ruolo strategico. La per le aziende resta quella di comprendere rischi e opportunità, in un dove regole, accesso e sicurezza delle supply chain cambiano rapidamente. Per l’Italia, questo si traduce in più spazi per export qualificato, presìdi commerciali, cross-border e progetti di presenza locale, purché accompagnati da compliance e tutela IP. In questo scenario, la tensione nello Stretto di Hormuz accelera la di fornitori diversificati e di partnership con aziende cinesi”, sottolinea.  

“La Cina si promove in questo contesto di crisi come attore prudente e stabilizzatore, mentre per l’Italia si aprono spazi nelle filiere ad alto valore aggiunto, nella transizione energetica e nei servizi alle imprese che vogliono entrare o consolidarsi sul Far East”, conclude Riccardi. (di Fabio Paluccio) 

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