lunedì 1 Giugno 2026
Ebola ph Ansa

Ebola: l’Ue convoca una riunione dei ministri della Salute il prossimo 5 giugno

La presidenza cipriota ha indetto una videoconferenza straordinaria finalizzata a discutere le possibili misure di preparazione e coordinamento tra gli Stati membri. In Italia è risultato negativo il cittadino di Cagliari che di ritorno dal Congo era apparso sintomatico

Da Laura Laurenzi
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L’emergenza legata all’ebola continua a preoccupare l’Europa. La presidenza cipriota dell’Ue ha convocato una videoconferenza straordinaria dei ministri della Salute dei Paesi membri per venerdì 5 giugno alle 15, al fine di “affrontare la recente epidemia in Africa Centrale e discutere ulteriori misure di preparazione e coordinamento con gli Stati membri”. Una riunione che comunque non indica un allarme, ma solo un tentativo di prevenire possibili future situazioni emergenziali.

Anche per questo, l’Unione europea ha deciso di utilizzare il Registro internazionale delle infezioni (Iprc) per monitorare la situazione e favorire lo scambio di informazioni sull’ebola “a titolo precauzionale”. Inoltre, ci sarà un ulteriore scambio di opinioni in occasione del prossimo Consiglio EPCSO del 16 giugno. Anche in questo caso l’obiettivo resta quello di sostenere un’azione coordinata e unitaria per contenere l’epidemia di ebola.

L’epidemia di ebola in Congo e Uganda

Al momento, la situazione più tragica è in Congo e in Uganda. Come riferito dal direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie dell’Africa, Jean Kaseya, il focolaio di ebola ha provocato fino al 31 maggio 43 morti e 263 casi confermati. In un editoriale del Fiancial Times, l’esperto ha segnalato ulteriori 1.100 casi sospetti e un rischio di “propagazione regionale che è già una realtà”.

Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreysus, si è recato a Bunia, la capitale della provincia di Ituri in Congo, per valutare la situazione e incontrare le autorità sanitarie del Paese. La stima è che la crisi non possa risolversi prima di tre o quattro mesi.

Le precauzioni dell’Italia

In Italia la situazione è sotto controllo. Il cittadino di Cagliari che il mese scorso era stato in Congo e che nelle ultime settimane era divenuto sintomatico è risultato negativo al test per l’ebola. Nel nostro Paese è in vigore l’obbligo di dichiarazione e comunicazione per chi arriva “direttamente o indirettamente” dal Congo e dall’Uganda o che “sia stato nelle medesime aree fino a 21 giorni prima dell’ingresso in territorio nazionale”, così da poter monitorare la situazione.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha comunque chiarito che il rischio che si sviluppi un focolaio in Italia è molto basso. Di conseguenza, l’ordinanza sulle misure per chi entra nel nostro Paese sarebbe stata emanata solo sulla base del “principio di massima precauzione”.

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