domenica 31 Maggio 2026

Lo scontro in maggioranza sui fondi Ue per l’energia e la fuga dei cavalli della parata del 2 giugno. Cosa c’è sui quotidiani di oggi, 31 maggio

In Sintesi, le principali notizie dall'Italia e dall'Estero

Da Laura Laurenzi
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Il governo tira dritto sull’uso dei fondi Ue per l’energia

Le Regioni italiane, anche quelle governate dal centrodestra, sono contrarie all’utilizzo dei fondi di coesione per mitigare gli effetti del caro energia nel nostro Paese. Una posizione che il vicepresidente della Commissione Ue, Raffaele Fitto, ha condannato duramente, ricordando che dall’Ue non sta giungendo alcuna imposizione su come utilizzare i fondi. La maggioranza, con i ministri Foti e Zangrillo, si è compattata intorno a Fitto, ricordando che esistono abbastanza finanziamenti sia per rispondere ai bisogni delle Regioni che per aiutare famiglie e imprese a superare la crisi energetica (Corriere della Sera).

I governatori, quindi, potranno decidere se utilizzare i fondi di coesione per questo nuovo scopo oppure no. “Non capisco queste polemiche”, ha sentenziato Fitto. Anche Giorgia Meloni sarebbe abbastanza irritata da quanto accaduto. Da Bruxelles sembra non vi siano speranze per un via libera alla flessibilità al Patto di stabilità, per cui questi finanziamenti sono l’unico modo per rispondere al caro energia. Proprio per questo Fitto avrebbe già sentito la Presidente del Consiglio per esortarla a essere il più convincente possibile con i suoi (La Stampa).

Sprint sulla Legge elettorale: il campo progressista fa muro

A inizio luglio la Legge elettorale approderà in Aula, come previsto dall’accelerazione dei lavori voluta dal centrodestra, che vorrebbe un via libera definitivo prima della pausa dei lavori ad agosto. Il campo progressista si riorganizza per cercare di fermare questa deriva finalizzata al mantenimento del potere. Giuseppe Conte, presidente del M5S, ha lanciato un appello al resto della coalizione affinché si converga su emendamenti condivisi. I leader del centrosinistra si confronteranno in un vertice sull’argomento a metà della prossima settimana. Intanto, l’opposizione si è unita in un’unica convinzione: il Melonellum è incostituzionale (Repubblica).

A seguito di alcune indiscrezioni di stampa, l’ufficio stampa del Quirinale è intervenuto per chiarire che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non ha mai proposto una legge elettorale che prevedesse l’indicazione del premier. Il riferimento è alla proposta presentata nel 1998 da capogruppo dei deputati del Ppi, che invece “traduceva l’intesa sul premier durante l’attività della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali e rispondeva alla richiesta rivolta di redigerne il testo”. In quell’occasione, comunque, alcuni partiti proposero l’indicazione del premier, che però non fu mai inserita nel testo (Messaggero).

Avvistato un drone a Monaco: la Russia fa paura all’Ue

Dopo il drone caduto per errore su un edificio in Romania e il presunto avvistamento di un oggetto volante non identificato nei pressi delle piste dell’aeroporto di Monaco, sembra chiaro che il pericolo della Russia è tornato a bussare alle porte dell’Ue. Il fianco Est della Nato è convinto che Vladimir Putin stia lavorando per seminare paura e incertezza in Europa, con l’obiettivo di smuovere l’impasse in cui è caduta la guerra contro l’Ucraina. Al momento non vi sono prove certe che questo sia il piano dello zar, ma l’Alleanza ha comunque deciso di riorganizzarsi anche in vista del ritiro delle truppe Usa dai territori europei. L’obiettivo è evitare che vengano lasciate zone scoperte (Corriere della Sera).

Intanto, il conflitto tra Russia e Ucraina prosegue. Il 30 maggio Mosca ha denunciato il presunto attacco di un drone ucraino contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia, controllata dalle forze del Cremlino dal 2022. Secondo Rosatom, il drone avrebbe colpito la turbina del reattore numero 6 provocando un’esplosione. Kiev ha respinto le accuse, sostenendo si tratti “dell’ennesima provocazione propagandistica russa”. Nelle regioni ucraine di Sumy, Odessa e in altre aree i bombardamenti diventano sempre più aggressivi e provocano morti e feriti. Il presidente Volodymyr Zelensky ha messo in guardia la popolazione su possibili nuove ondate di raid nei prossimi giorni (Repubblica).

Stallo nei negoziati tra Iran e Usa: Teheran ferisce 5 soldati Usa

Donald Trump non ha ancora preso una decisione sull’accordo di pace con l’Iran e i negoziati cadono in un nuovo stallo. In Libano proseguono i bombardamenti dell’Idf e Hormuz resta chiuso, mentre le navi mercantili provano ad attraversarlo con i sistemi di navigazione spenti per evitare di essere intercettate. Bloomberg ha riferito che nella notte tra venerdì e sabato Teheran avrebbe sferrato un attacco su una base aerea in Kuwait che ha ferito cinque statunitensi e danneggiato alcuni droni. Trump intanto è tornato ad attaccare il Papa, sostenendo che “qualcuno dovrebbe spiegargli che il sindaco di Chicago è inutile e che l’Iran non può avere un’arma nucleare” (Messaggero).

A Teheran si sta facendo strada l’idea che il presidente Usa stia solo guadagnando tempo, tenendo aperto il canale negoziale ma senza impegnarsi eccessivamente nei dialoghi. Gli ultraconservatori iraniani spingono per il proseguimento del conflitto e sulla creazione di un accordo in cui le sanzioni Usa sono eliminate, lo Stretto di Hormuz rimane nelle mani dell’Iran e i lavori per l’arricchimento dell’uranio possono riprendere. La Repubblica islamica è quindi ancora al suo posto e molti esperti vedono in questa resistenza il fallimento strategico degli Usa (Il Manifesto).

I cavalli in fuga dalle prove della parata del 2 giugno

I cavalli dei vari reparti delle forze dell’ordine che dovranno partecipare alla parata del 2 Giugno sono fuggiti dalle prove a causa di alcuni petardi che sembra siano stati esplosi da alcuni vigili. Attimi di panico nella Capitale dove, intorno alle 23:30 del 29 maggio, 35 cavalli hanno invaso le vie che circondano le Terme di Caracalla, correndo imbizzarriti tra le auto, inseguiti da diverse pattuglie. La loro corsa è terminata all’altezza dell’obelisco Marconi, all’altezza dell’Eur. Nell’inseguimento sono rimasti feriti tre lancieri e una poliziotta (La Repubblica).

In un’intervista, il comandante della polizia di Roma Capitale, Mario De Sclavis, ha confermato che alcuni agenti avrebbero esploso dei petardi in quello che ha definito “un gesto idiota”. Uno dei coinvolti avrebbe immediatamente raccontato l’accaduto, dicendosi mortificato, ma il comandante ha confermato che saranno presi tutti i provvedimenti del caso. “Non ci saranno sconti per nessuno”, ha chiarito (Messaggero).

Leggi anche: Meloni non convince più neanche i suoi: è scontro in maggioranza sul riarmo e i fondi Ue per l’energia

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