Una manifestazione ambientalista ha paralizzato il passo del Brennero, il valico più importante dell’arco alpino. Il traffico autostradale si è bloccato alle 10.30 del mattino, a causa del blocco – autorizzato dal Tribunale di Innsbruck – della A22 Italia e della A13 in Austria, la prima con uscita obbligatoria a Vipiteno. La protesta nasce contro l’insostenibile aumento del traffico merci. Ma ad aggravare le condizioni per il corteo è stato il sabotaggio doloso della linea ferroviaria tra Peri e Dolcè, nel Veronese, avvenuto all’alba. L’incendio di due cabine elettriche, su cui indaga la Digos nell’ambiente anarco-ambientalista, ha bloccato i treni per due ore prima di una lenta ripresa.
Un intoppo che si è tradotto in caos, soprattutto alla luce della concomitanza con il ponte del 2 giugno e il rientro dalle vacanze della Pentecoste. È intervenuto sull’episodio Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, che ha parlato di “situazione straordinaria, con immagini autostradali quasi prive di traffico che non si vedevano dai tempi del Covid”. Ai valichi semi vuoti, si sono alternati outlet deserti e bar in procinto di chiudere per assenza di clientela.
La protesta di Matrei am Brenner fa convergere nuovamente lo scontro sul transito transalpino. I camion che attraversano il Brennero sono passati dai 900mila del 1991 a oltre 2,4 milioni lo scorso anno – contro gli 860mila totali dei quattro valichi svizzeri –. Il governatore del Tirolo, Anton Mattle, ha sostenuto e appoggiato quindi le richieste dei manifestanti, inviando un dossier sul caso a Roma, Vienna, Berlino e Bruxelles: “Il peso del transito ha superato la soglia, servono misure urgenti”.
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