lunedì 1 Giugno 2026
Consolato Usa a Milano. ANSA_Matteo Corner

Operai sfruttati nella costruzione del consolato Usa, fermato un manager: “Concreto pericolo di fuga”

Il responsabile del ramo italiano di Caddell Construction fermato dai carabinieri prima di imbarcarsi su un volo per Istanbul. L'accusa: "Paghe inferiori a due euro l'ora e mancato rispetto delle condizioni di sicurezza"

Da Giustino Marai
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Il responsabile del ramo italiano della società statunitense Caddell Construction, impegnata nella realizzazione del nuovo consolato americano a Milano, è stato fermato all’aeroporto di Orio al Serio mentre stava per imbarcarsi con la famiglia su un volo diretto a Istanbul. Per la Procura di Milano il pericolo di fuga era “concreto, chiaro e imminente”. L’uomo, Ulas Demir, è indagato nell’inchiesta che ha portato al commissariamento dell’azienda per presunto sfruttamento di centinaia di lavoratori indiani impiegati nel cantiere.

Il pericolo di fuga

Secondo gli inquirenti, la decisione di lasciare l’Italia sarebbe maturata subito dopo la notifica del provvedimento che ha colpito la società.
Nel decreto di fermo viene richiamata una conversazione intercettata il 29 maggio tra Demir e un interlocutore ritenuto un suo superiore. Durante il colloquio si discute dell’opportunità di partire immediatamente per la Turchia e delle possibili conseguenze di una permanenza in Italia. Il giorno successivo sarebbe stato acquistato il biglietto aereo. Il fermo è stato eseguito dai carabinieri prima della partenza.

Paghe inferiori a due euro l’ora

L’indagine ruota attorno alle condizioni di lavoro nel cantiere del nuovo consolato statunitense, un progetto da oltre 200 milioni di dollari nell’area dell’ex Tiro a Segno di piazzale Accursio. Secondo la Procura, centinaia di operai sarebbero stati reclutati in India attraverso intermediari che chiedevano fino a 5-6 mila euro per ottenere il visto e il contratto di lavoro. Una volta arrivati in Italia, i lavoratori avrebbero affrontato turni di oltre dodici ore al giorno per sei giorni alla settimana, con stipendi di circa 1.400 euro mensili dai quali venivano sottratte somme consistenti per vitto e alloggio. In alcuni casi, secondo le testimonianze raccolte, la retribuzione effettiva sarebbe scesa sotto i due euro l’ora.

“Condizioni di para-schiavismo”

Nel provvedimento della Procura si parla di una situazione di “para-schiavismo” caratterizzata da ricatti, minacce di licenziamento e continue vessazioni. “I lavoratori venivano sfruttati attraverso la palese e reiterata violazione della normativa in materia di orario di lavoro, periodi di riposo, riposo settimanale e attraverso la corresponsione di retribuzioni in palese contrasto con la contrattazione collettiva nonché con la soglia di cui all’articolo 36 della Costituzione”.
Ulas Demir è indagato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Intanto la Procura si muove per chiarire ulteriori responsabilità individuali e verificare il ruolo della Caddell Construction nella gestione del sistema di sfruttamento contestato.

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