Il presidente francese, Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il primo ministro britannico, Keir Starmer hanno scelto il formato ristretto per discutere del possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina. I tre leader si incontreranno il 7 giugno a Londra insieme al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, per discutere del sostegno al Paese invaso da Mosca. L’Italia di Giorgia Meloni e la Polonia di Donald Tusk sono state escluse dal vertice, probabilmente per l’eccessivo scetticismo nei confronti di una soluzione negoziale che non includa anche il leader Usa, Donald Trump.
L’incognita Trump nei dialoghi sull’Ucraina
La conferma dell’incontro è giunta ieri e poco dopo Meloni ha annunciato di essere impossibilitata a partecipare al vertice Ue-Balcani in Montenegro. Lo stesso incontro dove erano presenti Macron e Merz. L’approccio della coalizione dei Volenterosi è ancora troppo distante da quello della Presidente del Consiglio, soprattutto quando si parla di inviare truppe in Ucraina e accelerare l’ingresso di Kiev nell’Ue.
Eppure, anche se l’incontro a Londra serve a rilanciare la coesione tra Francia, Germania e Regno Unito, Macron non ha ancora abbandonato la possibilità di una collaborazione con gli Stati Uniti. Il presidente francese starebbe infatti organizzando una cena di gala conclusiva per il G7 di Evian dedicata proprio a Donald Trump. L’obiettivo è aumentare le possibilità che il tycoon partecipi.
Quanto pesa l’assenza di Meloni nei Volenterosi
L’assenza di Meloni, però, potrebbe aver sepolto del tutto anche l’incontro in formato E5, quindi con Italia e Polonia, su cui sta lavorando in parallelo Merz. Un vertice che continua a slittare e che forse potrebbe non vedere mai la luce. Meloni avrebbe troppo da rischiare, anche in considerazione della possibile contrarietà di Trump all’iniziativa congiunta di Francia, Germania e Regno Unito. La Presidente del Consiglio è infatti ancora intenzionata a voler ricucire con Washington in vista del prossimo G7 e del vertice Nato in Turchia. Da Palazzo Chigi respingono questa versione, sostenendo che l’assenza di Meloni a Tivat, in Montenegro, sia stata legata solo a un contrattempo organizzativo.
Nessun isolamento, né problemi di gelosia con la Francia. Il vertice E3 tra i tre Paesi europei, intanto, rafforza la loro alleanza, lasciando l’Italia in una posizione più defilata. Un punto di svolta potrebbe arrivare il 13 e il 14 luglio a Parigi, con l’invito di Macron a tutti i leader europei di assistere alla tradizionale parata militare della festa nazionale francese. Un annuncio che arriva a un giorno di distanza dall’invio della lettera di Volodymyr Zelensky a Putin per chiedere un incontro di persona. Un invito rifiutato, che riaccende i timori per il proseguimento del conflitto. Un argomento che sarà centrale in tutti i prossimi incontri dei leader Ue.
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