mercoledì 10 Giugno 2026

“Trattati da criminali”. Cipriani fa causa a Fatto e Rai per il caso Minetti e chiede 250 milioni di risarcimento

I legali parlano di "una campagna diffamatoria deliberata" che ha causato un "danno sostanziale all'attività" del loro assistito

Da Redazione
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Giuseppe Cipriani, compagno dell’ex consigliera regionale Nicole Minetti, ha chiesto a Il Fatto Quotidiano e alla Rai un risarcimento danni del valore di 250 milioni di dollari. Gli avvocati parlano di “danno sostanziale arrecato all’attività” dell’assistito, a causa di “una campagna diffamatoria deliberata” che ha coinvolto inevitabilmente l’impresa nella quale è azionista di maggioranza: il Gruppo Cipriani, con sede a New York.

I legali specificano che “gli imputati hanno scelto clic, ascolti e pubblicità al posto della verità, dell’accuratezza e del giornalismo responsabile”, raccontando “una storia costruita su insinuazioni e sensazionalismo”. Alla testata e al programma “Report”, viene contestato di aver diffuso notizie “intese a dipingere Cipriani e coloro che sono a lui associati come corrotti, criminali, sessualmente depravati, politicamente compromessi e collegati a Jeffrey Epstein”.

Fake news e danni al Gruppo Cipriani

In particolare, sono quattro le notizie oggetto dell’accusa predisposta dagli avvocati. La prima è l’indiscrezione secondo cui Cipriani avrebbe ricevuto 800 mila sterline dall’imprenditore pedofilo Epstein e che sia stato suo socio. La seconda, il presunto incontro tra Nicole Minetti, il compagno e il ministro della Giustizia Carlo Nordio presso il ranch di Punta del Este in Uruguay.

La terza, il fatto che Minetti e Cipriani abbiano organizzato dei party a base di sesso e droga. Infine, la quarta notizia, che la coppia abbia “corrotto funzionari pubblici in Uruguay” relativamente all’adozione del bambino e alle sue cure mediche, alla quale si aggiunge il “presunto assassinio di un avvocato”, definita “una storia totalmente inventata e falsa che include un caso di scambio di persona”.

Negli atti si legge: “Queste accuse erano palesemente false […], formulate in modo da massimizzare lo scandalo, l’indignazione, la viralità, e la reputazione”.

Si sottolineano poi i danni arrecati al Gruppo Cipriani: “Uno degli istituti di credito del ricorrente ha ritardato la conclusione di un’importante operazione di prestito, ha imposto nuovi termini e condizioni e ha richiesto al ricorrente di incaricare una società investigativa esterna indipendente, a costi esorbitanti, per indagare e confutare accuse che non avrebbero mai dovuto essere pubblicate in primo luogo”.

Per questo l’assistito ha chiesto “un risarcimento per i danni commerciali sostanziali causati dall’interferenza illecita degli imputati con le prospettive commerciali dell’attore, per diffamazione/falsificazione commerciale, per illecito civile, nonché un provvedimento equitativo nei limiti consentiti dalla legge”.

La denuncia di Nordio

Insieme a Giuseppe Cipriani, anche il Guardasigilli Carlo Nordio ha sporto denuncia. In questo caso, contro il programma televisivo “Report”, condotto dal giornalista Sigfrido Ranucci, e “È sempre Carta Bianca di Bianca Berlinguer. Al centro della querela, la puntata andata in onda il 28 aprile 2026, nella quale si fa riferimento al presunto incontro con Cipriani e Minetti in Uruguay. I legali che assistono il compagno dell’ex consigliera regionale hanno confermato che “Nordio ha avviato un’azione per diffamazione”.

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