lunedì 28 Settembre 2026

Nessun effetto Vannacci alle urne: il centrodestra regge e cerca nuovi equilibri in vista delle politiche

Dopo le amministrative il centrodestra festeggia con moderazione e si prepara al voto nazionale. FdI punta sulla strategia della coesione. La Lega cerca di risolvere la crisi dei consensi guardando a Zaia. FI punta su candidature forti e più liberal

Di Laura Laurenzi
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Con le urne delle Comunali chiuse definitivamente, nel centrodestra è arrivato il momento di tirare le somme di queste consultazioni. I fedelissimi di Roberto Vannacci hanno preferito astenersi dal voto e rimandare l’exploit di Futuro a tempi più sicuri, lasciando alla maggioranza di governo la possibilità di festeggiare il pareggio con il centrosinistra nei capoluoghi e il ribaltone a Lecco, dove dopo 20 anni è diventato sindaco un esponente conservatore. Queste elezioni hanno comunque confermato la ripresa del campo progressista che, a livello nazionale, ha ottenuto più territori della maggioranza di governo.

Giorgia Meloni coglie l’occasione al volo per ricordare che quando la coalizione si presenta unita vince. Eppure, la stabilità e la solidità a cui la Presidente del Consiglio è così affezionata rischiano di crollare sotto il peso delle crisi interne a Lega e Forza Italia. In vista delle prossime elezioni politiche i due partiti hanno dato inizio a riflessioni interne, entrambi preoccupati dall’ascesa dell’ex parà della Folgore e dai possibili travasi di consensi che potrebbe provocare.

Forza Italia punta al centro per sopravvivere

Da un lato c’è il partito di che risente dell’influenza di Marina e della svolta libera che l’erede del del partito vorrebbe portare a termine. Dopo il cambio dei capigruppo di Camera e Senato, non si esclude che i forzisti possano riorganizzarsi con candidature mirate in viste delle prossime politiche. Tutti nomi scelti con accuratezza per evitare che si verifichino nuovi tradimenti di facciata, come quelli di Attilio Pierro e Davide Bergamini, che dopo sei mesi nel partito hanno deciso di lasciare per passare tra le fila di Vannacci.

I Berlusconi punta al centro più moderato, consapevoli che a destra l’offerta sia ormai satura. Le stesse hanno dimostrato che i moderati saranno l’ago della bilancia delle prossime consultazioni. Un contesto che anche Matteo Salvini conosce benissimo. La Lega, però, non può cedere del tutto il passo a Futuro Nazionale. Il partito nato da una costola del punta a occupare uno spazio nuovo, più a destra di Meloni e Salvini, strizzando l’occhio alla remigrazione e all’anti-europeismo.

La Lega di Salvini assediata da e Vannacci

La Lega, quindi, deve rinnovarsi per continuare ad avere il diritto di esistere. Salvini ha quindi iniziato il corteggiamento dell’ex governatore del , Luca Zaia, che potrebbe diventare unico vicesegretario del partito. Amato dagli iscritti e dagli elettori, esponente dell’anima del Nord della Lega potrebbe dare la scossa necessaria al Carroccio. Il rischio è che la frangia nordista del partito prenda il sopravvento, eliminando i risultati ottenuti a livello nazionale dal segretario. Non si possono dimenticare, infatti, le contestazioni subite da Salvini in occasione dei funerali di Umberto Bossi, della Lega Nord.

Il prossimo 10 giugno è previsto il consiglio federale della Lega, dove Salvini potrebbe dare le prime indicazioni sul nuovo organigramma del partito. Poco dopo, il 20 e 21 giugno sarà il turno delle primarie a Milano, dove gli iscritti avranno massima libertà sulla scelta del futuro candidato sindaco: nessuna lista, ma a Salvini resta la speranza che tra i più votati vi sia la fedelissima Silvia . L’unica in grado di ristabilire l’equilibrio nel partito, bilanciando tra l’ascesa di Vannacci e le fughe in avanti di Zaia.

Leggi anche: Sardone candidata sindaca a Milano: il piano di Salvini per arginare Vannacci e Zaia

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