lunedì 15 Giugno 2026
Tommaso Miele

“I miei amici del governo”. Le intercettazioni che mettono in difficoltà l’ex giudice della Corte

Prosegue l'inchiesta della procura di Roma sul progetto del Ponte sullo Stretto che vede indagati il magistrato Miele, l'avvocato leghista Saccomanno e l'imprenditore Virgiglio

Da Maria Vittoria Ciocci
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, aggiunto della Corte dei Conti, è stato intercettato il 21 ottobre 2025 dai del . “I miei amici del governo, a cominciare da , si sarebbero aspettati una presa di distanza” – afferma al telefono con l’imprenditore calabrese Vincenzo Virgiglio, dopo la bocciatura della delibera Cipess relativa al Ponte sullo Stretto. Conferma poi di non essere “assolutamente allineato a questi deficienti dei miei colleghi”. E infatti, da lì a poco, predisporrà un “report sulla vicenda da consegnare privati”, con l’obiettivo di influenzare i magistrati contabili.

Miele e Virgiglio ora sono indagati dalla per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Insieme a loro, anche l’ Giacomo Francesco Saccomanno, commissario leghista in Calabria e all’epoca consigliere della società Stretto di Messina Spa. Un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, secondo cui Virgiglio avrebbe intercettato Miele con l’obiettivo di “favorire un esito del controllo della Corte positivo per la società” in cambio di “utilità consistenti in raccomandazioni…per il futuro lavorativo” dell’ex presidente aggiunto. Nel febbraio 2026, infatti, sarebbe andato in .

La rete

La conoscenza tra Virgiglio e Saccomanno ha origini lontane. I due hanno militato nell’associazione “Accademia Calabria”, di cui il secondo è presidente. Virgiglio poi vive nello stesso stabile di Miele, nel quartiere Trieste a . Il 2 ottobre Virgiglio incontra Saccomanno, che contatta l’Ad della società Stretto di Messina Spa Pietro Ciucci – non indagato ed estraneo all’inchiesta: “Tu ci sei più tardi? Ho una buona notizia”, afferma nelle intercettazioni. Secondo i pm, Saccomanno avrebbe tentato di far avvisare qualcuno del ministero dei Trasporti.

A quel punto, la rete interna alla Corte dei Conti diventa fondamentale. “Ho altri due membri che quella sera te li porto là io, molto importanti”, afferma Virgiglio al telefono con Saccomanno. Ma il 19 ottobre 2025 arriva la bocciatura dell’organismo costituzionale sulla delibera Cipess. “Chissà che hanno fatto…solo Tommaso te lo potrà dire”, commenta Saccomanno. L’imprenditore risponde: “Mi aveva detto – Miele, ndr – ‘è fatta, noi siamo concentrati solo per dare…’ e invece hanno bocciato”.

Dalle intercettazioni emerge che si sarebbe verificata una spaccatura interna alla Corte, tale per cui alla fine Miele avrebbe lasciato il suo posto e non avrebbe votato. E, parlando della Stretto di Messina Spa, afferma: “Io li aiuto adesso, pure in questa fase”. Non demorde, insomma, anche perché in gioco c’è molto di più che un favore: negli atti si legge che il giudice avrebbe illustrato “il suo interesse a ricoprire la carica di presidente dell’Antitrust o, in alternativa, di una società partecipata”. Tanto che, dopo l’ennesima bocciatura il 17 novembre, Miele rassicura Virgiglio: “L’importante che tu dai comunque il report…stiamo sul pezzo”.

Leggi anche: Ponte sullo Stretto, l’opposizione: “Va fermato. Recuperiamo 13,5 miliardi”

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