Gruppi armati di cittadini dell’Irlanda del Nord hanno invaso le strade di Belfast nella notte tra il 9 e il 10 giugno per mettere in atto una vera e propria “caccia allo straniero”. Molotov e coltelli, pugni e calci, contro tutti coloro che venivano percepiti come migranti o come pericolosi per la sicurezza della città. Una vera e propria rappresaglia anti-immigrazione che ha scatenato un’ondata di violenza brutale nella capitale dell’Irlanda del Nord. Il bilancio è catastrofico: due agenti sono rimasti feriti, mentre otto famiglie sono rimaste senza casa a causa degli incendi appiccati dai violenti. I vigili del fuoco hanno riferito di 62 interventi per spegnere diversi roghi sparsi per la città.
Le violenze sostenute dai movimenti di estrema destra
A scatenare l’ondata di disordini è stato l’accoltellamento di Stephen Ogilvie, un tecnico radiologo del servizio sanitario pubblico britannico, aggredito il 9 giugno dal rifugiato sudanese Hadi Alodid, molto probabilmente in preda a un raptus. Quest’ultimo era arrivato a Belfast tramite l’Europa e nel 2023 aveva ottenuto lo status di rifugiato. Sono bastati questi elementi a convincere un’orda di cittadini a riversarsi nelle strade e a cercare una vendetta violenta nei confronti di migranti o stranieri che con il caso Ogilvie non c’entravano nulla.
A istigare i cittadini sono stati anche i diversi appelli comparsi sui social, in particolare quello dell’estremista Tommy Robinson, che ha invitato i cittadini a scendere in strada per ribellarsi all’immigrazione indiscriminata. Un appello che è stato condiviso anche da Elon Musk, il magnate che da diversi anni sostiene il movimento di estrema destra britannico Reform Uk di Nigel Farage, grande estimatore del movimento Maga di Donald Trump.
Il ruolo di Reform Uk e Musk nelle violenze a Belfast
Il partito si batte duramente contro l’immigrazione irregolare e contro il sistema di accoglienza britannico che non difende i cittadini dall’arrivo di migranti violenti o potenzialmente pericolosi. Starmer ha più volte accusato Farage di alimentare il razzismo e la xenofobia e anche in questa occasione ha sostenuto che sia stato proprio Reform Uk a spingere i cittadini all’ondata di violenze. Farage ha sostenuto che la maggior parte dei teppisti che ha preso parte alla spedizione non apparteneva a gruppi estremisti e si è limitato ad una condanna generica delle violenze avvenute a Belfast.
Il comandante della polizia dell’Irlanda del Nord, Jon Boutcher, ha già chiesto rinforzi in città e nel resto del Paese. “Smettete di dare ascolto agli idioti”, ha dichiarato facendo riferimento ai movimenti di ultradestra che continuano a diffondersi nel Paese. L’Autorità delle Comunicazioni ha avvertito le piattaforme social sulla necessità di rimuovere i contenuti di istigazione alla violenza.
La condanna di Starmer
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha condannato l’ondata di violenze e ha promesso che i responsabili “pagheranno” per i disordini che ha definito “scioccanti e del tutto inaccettabili”. Già nella notte tra mercoledì e giovedì, nuove violenze si sono verificate a Belfast e si teme che le rappresaglie possano proseguire per giorni.
I cittadini stranieri continuano a vivere nel terrore di una nuova ondata di violenze, mentre in Irlanda del Nord si fa strada la paura che la situazione possa prendere la piega dei Troubles, ovvero il sanguinoso conflitto fra repubblicani e unionisti conclusosi con l’Accordo di Pace del Venerdì Santo nel 1998.
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