domenica 27 Settembre 2026
Sergio Mattarella ph Ansa

Mattarella: “Nessuno sarà al riparo se non fermiamo la conflittualità permanente e predatoria”

Il monito del presidente della Repubblica durante il brindisi al Quirinale in occasione della visita del presidente coreano Lee Jae Myung

Di Maria Vittoria Ciocci
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“Le difficoltà e i oggi alla sicurezza e al benessere internazionali, anche dei nostri Paesi, sono sotto gli occhi di tutti. Occorre affrontarli con determinazione”. È il monito del presidente della Sergio Mattarella, pronunciato durante il brindisi al in occasione della visita di Stato in Italia del Presidente della Repubblica di Corea Lee Jae Myung. Un incontro che ha dato al capo dello Stato l’occasione per analizzare l’attuale e delicato scenario geopolitico globale, segnato da profonde tensioni.

“Lo osserviamo sul fronte ucraino, che ci vede affiancati nel sostenere la resistenza di Kiev all’aggressione russa, in Medio Oriente e nel Golfo, teatri di sanguinosi conflitti e tensioni, gravidi di ripercussioni negative anche per le nostre comunità”, ha sottolineato. Evidenziando come l’instabilità non conosca confini: “Non ci saranno regioni al riparo, se non cooperiamo per invertire questa antistorica tendenza”.

L’attenzione si sposta poi sul versante asiatico, con un forte richiamo alla stabilità: “L’auspicio della Repubblica Italiana è che anche in Asia sia al più presto appianata ogni fonte di tensione. Mi riferisco anzitutto alla stabilizzazione della penisola coreana, riponendo speranza nella sua politica di dialogo. Penso alle dispute marittime nell’Indo-pacifico e ai rischi di alterazione degli equilibri. Penso alle sofferenze della popolazione in Myanmar, agli di confine tra e Cambogia”.

Di fronte a questa deriva, per il capo dello Stato l’unica soluzione resta il multilateralismo: “La strada che la civiltà suggerisce è quella del dialogo e della cooperazione, per poter vivere in pace e affrontare le questioni del tempo presente”. Ha poi specificato: “Va contrastato e fermato il diffondere di una deriva di conflittualità permanente, talvolta predatoria, lesiva della libertà negli scambi, di navigazione”.

Richiamando la coreana e la letteratura contemporanea, Mattarella ha citato il concetto di “jeong” come ideale di armonia e gli scritti del Nobel Han Kang, che invitano “a non dimenticare mai che ogni singola persona che incontriamo appartiene all’umanità”. Il presidente ha concluso ribadendo la profonda vicinanza tra Roma e : “Signor presidente, è in questo solco che si inserisce il cammino percorso assieme da Repubblica di Corea e Repubblica Italiana ed è con questa consonanza di spirito che levo un brindisi alla sua persona e all’amico popolo della Repubblica di Corea”.

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